Marco Pannella è anche "Signor Hood": la canzone di De Gregori (che sembra scritta oggi)

19 maggio 2016 ore 16:57, Andrea De Angelis
Di Marco Pannella hanno parlato in tanti. I giornalisti politici (e non solo) degli ultimi decenni non possono non aver scritto decine di articoli con il suo nome. Scegliendo anche ad hoc le foto di un uomo che con il viso esprimeva al meglio le sue emozioni e quello del popolo che ha sempre ambito a rappresentare, portando in Parlamento e nelle piazze italiane battaglie che hanno fatto la storia dello Stivale. Si potevano (e si possono) condividere o meno, di certo il suo impegno è un dato oggettivo che passerà alla storia politica di questo Paese. 

Non solo articoli, foto, riflessioni. Non solo radio, televisioni, internet. C'è anche una canzone dedicata a Marco Pannella. A scriverla uno dei più grandi cantautori italiani, Francesco De Gregori. Il testo, scritto nel 1975, non è forse tra i più famosi dell'artista romano. Ma merita di essere ricordato, soprattutto oggi. Per chiamare Giacinto (detto Marco) Pannella anche "signor Hood".


Il signor Hood era un galantuomo,
sempre ispirato dal sole,
con due pistole caricate a salve
e un canestro di parole
con due pistole caricate a salve
e un canestro pieno di parole.
E che fosse un bandito negare non si può,
però non era il solo,
e che fosse un bandito negare non si può.
E sulla strada di Pescara venne assalito dai parenti ingordi
e scaricò le sue pistole in aria
e regalò le sue parole ai sordi
e scaricò le sue pistole in aria
e regalò le sue parole ai sordi.
E qualcuno ha pensato che forse è morto lì
però non era vero,
e qualcuno ha pensato che forse è morto lì.
E adesso anche quando piove,
lo vedi sempre con le spalle al sole,
con un canestro di parole nuove calpestare
nuove aiuole,
con un canestro di parole nuove calpestare
nuove aiuole.
E tutti lo chiamavano Signor Hood
ma il suo vero nome era spina di pesce,
e tutti lo chiamavano Signor Hood.
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