Il Gran Paradiso si scioglie: - 52 metri per il ghiaccio di Money e trasformazioni in atto

19 novembre 2015 ore 13:52, Marta Moriconi
Il Gran Paradiso si scioglie: - 52 metri per il ghiaccio di Money e trasformazioni in atto
 Dopo la Groelandia, dove come avvertono i ricercatori il "ghiacciaio si sta disintegrando e sta rilasciando grandi quantità di iceberg nell’oceano, il che significa che il livello dei mari salirà nei prossimi decenni", tocca al Gran Paradiso. Stessa fine: il monitoraggio del Corpo di sorveglianza del Parco nazionale Gran Paradiso e degli operatori del Comitato glaciologico italiano avverte del pericolo reale provocato dal riscaldamento globale (perchè è lui la vera minaccia). 

E infatti il direttore del Parco, Michele Ottino, non nasconde che la causa è stata accertata e appunto analizzata con precisione: "Da anni seguiamo con attenzione i ghiacciai presenti nel Parco ed il loro arretramento, da porre in relazione al riscaldamento globale di questi ultimi lustri. Queste attività sono utili per monitorare i cambiamenti climatici e comprenderne le cause e sono possibili grazie all’insostituibile lavoro sul campo e di elaborazione dei guardaparco".

Di fatto stiamo parlando di meno 52 metri di spessore per troppo caldo e i ghiacci sono arretrati. D'altronde è stata un'estate record non solo per gli esseri umani ma anche per il ghiacciaio di Money, in Valle di Cogne. E l'eccezionalità dell'evento è visibile a occhi nudi, basta osservare la copertura nevosa quasi assente ormai. E non è l'unico ghiacciaio in crisi: c'è anche il Grand Etret, che ha perso relativamente al periodo 2014-2015, è due metri di acqua calcolati attraverso equiparazione, ma in totale dal 1999 si tratta di 16 metri di spessore.

Ed è così che le sorti della Groenlandia, del Gran Paradiso, e di altri ghiacciai nel mondo, sembrano sempre più somigliare a quelle descritte nella pellicole apocalittiche, non ultima quella del regista Roland Emmerich dove allo scioglimento segue un enorme tsunami che spazza via il mondo che conosciamo. Purtroppo sembrano ispirarsi davvero alla realtà: gli studi hanno già sottolineato come queste tendenze potrebbero nel tempo causare nel mondo la scomparsa di città come New Orleans, Miami, Londra, Shangai, Hong Kong.
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