Il Made in Italy festeggia il ritorno della vera pajata

20 luglio 2015, intelligo
Il Made in Italy festeggia il ritorno della vera pajata
 Torna la vera pajata dopo 14 anni di assenza dalle tavole italiane. Al bando ora sono le restrizioni sanitarie adottate nel 2001

Eravamo nel pieno dell'emergenza mucca pazza (Bse) ma ora i tempi erano maturi per superarla. E la Coldiretti ce l'ha messa tutta davvero, insieme ad altri è stata lei ad ottenere con successo, c'è la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Regolamento Ue 2015/1162, la modifica alla lista, votata lo scorso 17 marzo, di porzioni di organi e tessuti considerati materiale animale da eliminare. 

Solo un divieto resta: il cervello fritto di bovino adulto. Addio frittelle impastellate in acqua e farina o in uovo e pan grattato. 

Grazie all'impegno di tutti c'è il via libera dall’Europa e il ministro della Salute Lorenzin ha già detto: “Un risultato eccellente che ripaga il nostro Paese degli sforzi compiuti in materia di controlli negli ultimi quattordici anni dai servizi veterinari del Ministero della Salute e da quelli regionali. Il traguardo che abbiamo raggiunto con l’autorizzazione al consumo in sicurezza di questi prodotti riporterà sulle nostre tavole alimenti e ricette della nostra tradizione e agevolerà la crescita occupazionale nelle aziende nazionali che utilizzano, per la realizzazione dei loro prodotti, taluni tessuti ora non più a rischio. Grazie alla nostra battaglia sulla sicurezza si amplia la gamma dei prodotti esportabili ed è una buona notizia per il Made in Italy”.
autore / intelligo
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