Tutti a Bolzano! È lei la provincia dove si vive meglio, chiude Reggio Calabria

21 dicembre 2015 ore 10:01, Andrea De Angelis
Tutti a Bolzano! È lei la provincia dove si vive meglio, chiude Reggio Calabria
Il clima non sarà quello ideale, la distanza da altre città importanti e mete turistiche tipiche dello Stivale non è certo agevole, ma la provincia di Bolzano per la quinta volta vince il titolo di provincia italiana per qualità della vita Sì, a Bolzano si vive meglio. È quanto emerge dall'indagine sulla "Qualità della vita" del Sole 24 Ore, giunta alla 26esima edizione, che ogni anno mette a confronto la vivibilità nelle province italiane attraverso dati statistici. 

La sorpresa di quest'anno è il secondo posto di una grande provincia, Milano. Nella parte bassa della graduatoria diversi centri del Mezzogiorno, con Reggio Calabria sull'ultimo gradino, preceduta dall'altra calabrese Vibo Valentia.
I criteri di valutazione si dividono come tradizione in sei grandi aree, ovvero "Tenore di vita", "Affari e lavoro", "Servizi/Ambiente/Salute", "Popolazione", "Ordine pubblico" e "Tempo libero") per un totale di 36 indicatori con relative classifiche parziali, di tappa e finali. Tra le novità metodologiche il fatto che le province considerate siano salite da 107 a 110, vista la disponibilità di dati statistici anche per Bat, Fermo e Monza Brianza. 
Molti i punti di forza della vincitrice: nelle prime due macroaree "Tenore di vita" e "Affari e lavoro" eccelle ad esempio nel tasso di occupazione (71% contro una media del 56%), nella quota di crediti in sofferenza (solo 5,7%, ossia meno di un terzo rispetto al valore medio), nei consumi (2.660 euro per famiglia, 700 in più della media). All'estremità opposta, Reggio Calabria ha i piazzamenti peggiori nelle tre macroaree Tenore di vita, Affari e lavoro, Servizi Ambiente e Salute: alta è infatti la quota degli impieghi a rischio (36%), basso il patrimonio familiare medio (193mila euro contro una media di 345mila), la quota di export sul Pil (meno del 2%), la dotazione di asili nido (coperto meno del 2% dell`utenza),
Quanto al secondo posto di Milano (era ottava nel 2014), è motivato soprattutto grazie agli indicatori del benessere (pensioni, Pil), dei servizi e delle opportunità di svago, mentre meno bene va sul fronte della sicurezza (trend che comunque coinvolge tutti i centri più grandi o ad alta attrazione economica o turistica).  L'eterna rivale Roma quest'anno scende al 16° posto, arretrando di quattro posizioni rispetto al 12° posto del 2014. La top ten è occupata dai centri del Nord e del Centro (con l'aggiunta di Olbia-Tempio), di piccole o medie dimensioni (salvo appunto il caso di Milano e, in parte, di Firenze), spesso situate lungo l'arco alpino (come Bolzano, Trento, Sondrio, Cuneo, Aosta).  ?Tra le regioni più rappresentate in top ten, oltre alla Lombardia con Milano e Sondrio, anche la Toscana con il capoluogo Firenze che mette a segno un notevole miglioramento, salendo al quarto posto dal 16° del 2014 e con Siena stabile (nona come nel 2014). 

Passano gli anni, dunque, ma l'Italia si presenta ancora una volta come tagliata in due. Non che manchino province del Nord in difficoltà in classifica (vedi Asti al 75° posto), ma la differenza tra il collo e la punta dello Stivale emerge con chiarezza anche quest'anno. 
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