Multe per le cicche a terra: ma la vera questione è la coscienza civica

21 gennaio 2016 ore 16:48, Luca Lippi
Il 22 dicembre è stato approvato a larghissima maggioranza il Collegato Ambiente, nei cui 79 articoli si delineano le misure eco-friendly. Così lo spiega Silvia Velo: “Contiene disposizioni che riguardano la valutazione di impatto ambientale, la gestione dei rifiuti, la blue economy, la prevenzione del dissesto idrogeologico, gli appalti verdi, 35 milioni per la mobilità sostenibile e 1,8 milioni di euro per le Aree Marine Protette, oltre a norme che puntano a favorire il riuso dei materiali“. Alcuni esempi: buttare in strada lo scontrino appallottolato del bar dopo il caffé costerà fino a 150 euro, un mozzicone di sigaretta spento sul marciapiede costerà 300 euro. I piccoli rifiuti costeranno cari di quelli grandi (già la tassa sui rifiuti è una enormità), l'articolo destinato a coinvolgere tutti gli italiani è quello che sanziona con multe da 30 a 150 euro l'abbandono sul suolo, nelle acque, nelle caditoie e negli scarichi (in sostanza tutto quello che non è un cestino) dei rifiuti di piccole dimensioni, dal chewing gum al fazzolettino. Le multe raddoppiano se si buttano per terra mozziconi di sigaro o sigaretta, per i quali i Comuni dovranno provvedere a dotare strade, parchi e luoghi d'aggregazione di appositi raccoglitori. Il 18 gennaio 2016 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto n.221 del 28 dicembre 2015 (Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali). Il provvedimento,  è in vigore dal 2 febbraio.

Multe per le cicche a terra: ma la vera questione è la coscienza civica
È piuttosto logico considerare impensabile che si possa pretendere un controllo minuzioso delle strade da parte delle autorità competenti per cogliere in flagranza di reato qualcuno che getta in terra un piccolo rifiuto. Sarà capitato a chiunque di girare all’estero e notare che le strade sono assai meno sudice delle nostre, ma è una questione di civiltà prima ancora che di controllo. Dove il degrado impera si evidenzia maggiormente l’incuria delle arre pubbliche, e istintivamente dove c’è un mozzicone in breve tempo se ne accumulano altri come se si riconoscesse in quel rifiuto il luogo dove poterne abbandonare altro. È vero che basterebbe autorizzare ogni preposto al controllo e alla manutenzione delle strade a poter elevare multe salatissime a chi sporca la strada, è altrettanto vero che basterebbe un po’ di accortezza per avvertire anche il più disattento che è del tutto fuori luogo abbandonare un rifiuto su un marciapiede pulito soprattutto se sotto l’occhio severo di chi è poco più civile del sudicione. Nei fatti, spesso il comportamento poco urbano degli individui è indotto dall’assenza di servizio (non ci sono i contenitori e le sigarette come i sigari non si possono gettare dentro contenitori con carta o altro materiale facilmente infiammabile). Se proprio si dovesse rendere un provvedimento esecutivo e risolutivo, si dovrebbero ricavare delle aree riservate ai fumatori o ai consumatori di cibo da strada, in questo modo sarebbe più facile individuare e sanzionare ci contravviene, per tutto il resto bisogna affidarsi al buon senso dei singoli. 

autore / Luca Lippi
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