Italiani mangiano sempre meno pane, ma non lo sprecano più

21 luglio 2015, intelligo
Nella smorfia napoletana è il numero 50, per tutti è il cibo per eccellenza. Presente già nelle Sacre Scritture, il pane è sinonimo di lavoro e fatica, vita sana ed essenziale. Un bisogno primario laddove lo si consideri il cibo tipo. Un po' come il riso per i cinesi, tanto per intenderci. 

Italiani mangiano sempre meno pane, ma non lo sprecano più
Ma se oltre un chilo veniva mangiato quotidianamente da un italiano nel 1861 (anno dell’Unità d’Italia). oggi siamo sotto l'etto al giorno, praticamente meno di due fettine.

In occasione della “Festa del Pane” celebrata all’Expo di Milano, la Coldiretti ha diffuso alcuni dati sul noto alimento.
Secondo un sondaggio condotto online dalla Coldiretti, gli italiani non buttano più il pane avanzato e se quasi la metà (46%) lo mangia il giorno dopo, ben il 18% di loro lo surgela, il 12% lo grattugia, il 15% lo dà da mangiare agli animali mentre nel 9% delle famiglie interpellate, il pane non avanza mai.

“Evitare lo spreco del pane – ha dichiarato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo – ha un grande valore simbolico, come ci ha ricordato Papa Francesco nell’udienza che ci ha concesso ad inizio anno invitandoci a non scherzare con il pane come ci hanno insegnato i nonni e a ripensare a fondo il sistema di produzione e distribuzione del cibo”. 

Tornando al consumo di pane, senza andare indietro fino al 1861, è notevole il calo dei consumi anche in tempi recenti. Nel 2000, infatti, un italiano consumava in media 180 grammi di pane al giorno, esattamente il doppio di adesso, con una stima intorno ai 90 grammi. 


autore / intelligo
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