In Sardegna le tasse aumentano fino al 2018: prove generali?

23 dicembre 2015 ore 13:30, Luca Lippi
In Sardegna le tasse aumentano fino al 2018: prove generali?
Mentre la Legge di Stabilità si licenzia sotto la bandiera del “meno tasse per tutti”, i Sardi oggi più che mai si sentono soli, e forse è il segnale che “tutto è il contrario di tutto” e anche le altre Regioni non devono passare un Natale troppo sereno, oppure è più sereno del solito, è un Natale “stai sereno” di stampo renziano. A livello Nazionale l’alleggerimento delle tasse sulla proprietà della prima casa sarà sostituito dalla local Tax che esordirà il prossimo anno (poi assisteremo a tutte le polemiche del caso nel prossimo anno), in Sardegna invece, i guai sono ancora maggiori perché il sollievo fittizio dei proprietari di prima casa è stato subito smorzato col disegno di legge della Giunta regionale che aumenta l'Irpef. Il Consiglio regionale ieri ha detto sì al documento di un solo articolo che prevede l'aumento dell'imposta, per scaglioni di reddito, in modo da coprire il disavanzo di gestione del settore sanitario con decorrenza dall'anno d'imposta 2015. E non è finita qui, l’Irpef salva-sanità per chi dichiara più di 28mila euro comincerà a pagarla dall’anno prossimo, nella dichiarazione dei redditi del 2017, e non da subito. Il rincaro è stato approvato dal Consiglio con i soli voti della maggioranza di centrosinistra: 31 a 19 e un astenuto, il presidente Gianfranco Ganau. E chi governa dal 2014 ha licenziato, con la stessa legge, anche l’aumento dell’Irap. Sarà a carico delle imprese e passerà dall’2,93 per cento al 3,9 con un più 0,97 natalizio.

Ecco quanto si pagherà: per i redditi fino a 15.000 euro si pagherà lo 0,95 per cento, mentre si dovrà versare l'1,20 per cento per i redditi oltre euro 15.000 e fino a euro 28.000. Questi sono gli unici casi in cui le aliquote diminuiscono rispetto alle attuali. Gli aumenti invece riguardano i seguenti scaglioni: si pagherà il 2,70 per cento per i redditi tra i 28.000 e fino a 55.000 euro; il 3,20 per cento per i redditi oltre i 55.000 euro e fino a euro 75.000; il 3,33 per cento per i redditi oltre i 75.000 euro.
l'assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci dichiara: “costa molto chiedere un sacrificio ai cittadini ma abbiamo il dovere di riportare i costi della Sanità a livelli accettabili e sostenibili garantendo allo stesso tempo un servizio adeguato. Questa è l'unica strada che ci permette di recuperare 210 milioni grazie a spending review nella pubblica amministrazione e miglioramento del ciclo economico e 140 dall'incremento temporaneo delle tasse. La sola alternativa sarebbe stato fare tagli drastici ammazzando completamente le politiche regionali”, prosegue: “Stiamo chiedendo un sacrificio ai cittadini più abbienti e tutelando le fasce più deboli. Ma è un sacrificio a tempo, una tassa di scopo finalizzata solo ed esclusivamente a risanare le casse della Sanità alla quale dobbiamo destinare 350 milioni in più rispetto all'anno scorso per risanare il grande disavanzo generato dalla gestione della precedente legislatura e dovrà provvedere anche a nuovi extra Lea e farmaci innovativi. Per questo credo sia necessario aprire in tempi brevi una nuova vertenza con lo Stato per il riconoscimento delle nostre nuove funzioni chiedendo la riduzione proporzionale degli accantonamenti”.
Una cosa è certa, se entro due anni il provvedimento non sarà sufficiente, oppure diventerà strutturale di sicuro qualcuno pagherà elettoralmente, ma che importa, intanto Renzi ha detto che si va avanti fino al 2018, le opposizioni sono inesistenti e allora è piuttosto inutile esprimere un giudizio di merito nelle parole dei diretti interessati al “prelievo forzoso”, in Sardegna come in tutto il resto del Paese tutto procede nel solito moderato e pianificato disordine totale.

autore / Luca Lippi
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