Giornata Mondiale dell'Acqua, rivive il referendum del 2011: chi era in prima linea?

24 marzo 2016 ore 14:21, Andrea De Angelis
Per il World Water Day 2016, che si è celebrato il 22 marzo, l’associazione ambientalista Green Cross lancia l’edizione 2016 della campagna 'Salva la goccia'. Perché se è vero che due litri di acqua potabile al giorno sono sufficienti per dissetarsi, ci vogliono circa tremila (!) litri per produrre le esigenze alimentari quotidiane di ognuno di noi, stando alle stime della Fao. 
Il motivo è semplice: per produrre un solo hamburger, ad esempio, ne servono oltre duemila. Per una mela dieci volte meno. Dunque ben venga un messaggio in rete, ma solo se accompagnato da concrete azioni. Possibilmente quotidiane.
Tutti noi ci laviamo i denti, si spera più volte al giorno. Tempi? Diciamo due minuti. Bene, moltiplicato per tre fa sei minuti che moltiplicati a loro volta per 365 giorni fa circa 2.500 minuti. In un minuto di tempo il rubinetto può far scorrere almeno un paio di litri d'acqua. Tradotto: oltre cinquemila litri in un anno. Se avete cinquant'anni, sappiate che il vostro non chiudere l'acqua durante quel breve uso quotidiano è costato al pianeta qualcosa come mezzo milione di litri d'acqua. Un esempio semplice, forse anche troppo. Ma chiaro. 

Detto questo, resta da capire perché a cinque anni dal referendum in Italia il dibattito sull'acqua sia da un lato così attuale, dall'altro tenuto paradossalmente nascosto. Scomodo, certo. Così potremmo rispondere al secondo quesito. Sull'attualità invece è la ragione a rispondere: se l'uomo è fatto, punto percentuale in più punto percentuale in meno, per due terzi d'acqua, è chiaro che dovrà preoccuparsi della sua tutela e difesa. Corrispondere a proteggere se stesso. 
Giornata Mondiale dell'Acqua, rivive il referendum del 2011: chi era in prima linea?
Chi furono allora i pionieri della battaglia legata all'acqua? Ricordiamo intanto che si trattava del secondo di quattro quesiti del referendum abrogativo del 2011. Il titolo: "Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma". La descrizione: "Il quesito propone l'abrogazione parziale della norma che stabilisce la determinazione della tariffa per l'erogazione dell'acqua, nella parte in cui prevede che tale importo includa anche la remunerazione del capitale investito dal gestore". Quindi il quesito: "Volete voi che sia abrogato il comma 1 dell'art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme in materia ambientale», limitatamente alla seguente parte: «dell'adeguatezza della remunerazione del capitale investito?". Come noto tutti i referendum videro vincere il sì e dunque si arrivò all'abrogazione. 

Ma chi si schierò dunque in prima linea per quella battaglia? Innanzitutto il Partito Democratico e l'Italia dei Valori, nonché i Verdi e Sel. Favorevoli era anche il Movimento 5 Stelle, come noto non ancora rappresentato in Parlamento. Contro, invece, l'Udc, mentre per l'astensione si dichiarò l'allora Pdl
Diverse poi le forze politiche che lasciarono libertà di voto: dalla Lega Nord a Futuro e Libertà, fino ai Radicali Italiani. 


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