'Osterie d'Italia' 2018: i migliori indirizzi della cucina di tradizione

25 settembre 2017 ore 16:54, Luca Lippi
È stata lanciata la guida di Slow Food “Osterie d’Italia” alla sua 28esima edizione. La guida è un utile riferimento per scoprire la cucina tradizionale, non proprio quella ricercata ed elaborata alla spasmodica ricerca di nuovi sapori. Le ‘Ostrie d’Italia’ sono il tripudio della tradizione, l’esaltazione del normalmente buono, anche del chilometro zero. Le osterie è dove si trasferiscono le tradioni del territorio e dove si condivide una cucina semplice e genuina. Non è un rotorno al passato, è l’esaltazione del presente dove l’intento rimane quello di valorizzare il territorio all’insegna della qualità e anche della biodiversità.
'Osterie d'Italia' 2018: i migliori indirizzi della cucina di tradizione

Marco Bolasco ed Eugenio Signoroni che sono i curatori della guida, hanno spiegato:Nella guida ci sono le osterie che incarnano al meglio l’autenticità della cucina italiana, una cucina semplice, priva di barocchismi ed eccessi di lavorazione che hanno il solo fine di stupire. Una cucina che non cerca di uniformarsi in un unico stile con cotture millimetriche, sottolinea le differenze e non si piega alle mode”.
Al Parco delle Sorgenti di Ferrarelle, Slow Food ha presentato ufficialmente la Guida, il presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale durante la presentazione ha dichiarato:La ristorazione, attraverso le proprie scelte e le proposte ragionate, svolge da sempre un ruolo significativo nella valorizzazione di prodotti e territori. Per questo motivo gli osti segnalati nella guida, rappresentano dei veri e propri ambasciatori dei nostri messaggi, con la loro capacità di raccontare ogni più piccola sfumatura del lavoro che svolgono, facendo emergere la biodiversità delle produzioni alimentari, le vocazioni territoriali e il rispetto delle tradizioni”.
Ci sono oltre 1.616 locali segnalati, di cui la maggior parte con un menù che non supera i 35 euro. La sensazione dominante che si deve provare è quella di sentirsi a casa, è così che la interpretano Bolasco e Signoroni.
I simboli che sono riportati sulla guida hanno tutti una specifica funzione. così come spiega Wine News, l’Annaffiatoio indica i locali con un orto di proprietà, la Chiave quelli dove si può anche dormire, il Formaggio è usato per quelli che propongono una selezione di prodotti caseari di qualità, la Bottiglia per un locale dalla proposta di vini articolata, rappresentativa del territorio, con prezzi onesti e infine la Chiocciola, dedicata ai locali più in sintonia con i princìpi di Slow Food. Inoltre ci sono caratteri speciali per indicare quali osterie aderiscono al progetto Alimentazione Fuori Casa dell’Associazione Italiana Celiachia e quali all’Alleanza tra i cuochi e i Presìdi Slow Food, cioè dove si utilizzano regolarmente nei menù almeno tre Presìdi della propria Regione. Per ulteriori informazioni basta andare sul sito di Slow Food
CURIOSITA'
La miglior novità 2018, secondo Wine News, tra le 176 nuove indicazioni in guida (Premio Ferrarelle), è l’Osteria Cian de Bià di Badalucco (Imperia), la miglior carta dei vini quella della Trattoria Da Burde di Firenze (premiata da Nino Negri), mentre il locale con la migliore selezione di birre artigianali (premiato dalla cristalleria Rcr) è La Pignata di Ariano Irpino (Avellino) per la miglior selezione di birre artigianale, e quello con la miglior selezione di distillati (premiata da Velier) è La Cuccagna di Crispiano (Taranto).

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autore / Luca Lippi
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