Latte, il lavoro degli allevatori italiani vale 3 centesimi in più: un successo?

27 novembre 2015 ore 9:04, Andrea De Angelis
Latte, il lavoro degli allevatori italiani vale 3 centesimi in più: un successo?
Un primo, anzi primissimo passo. 
O forse sarebbe meglio chiamarlo mezzo passo. Perché sono 3 i centesimi di euro di aumento, dunque una cifra infinitesima. Per avere 3 euro in più serviranno, tanto per esser chiari, qualcosa come cento litri di latte. 

L'intesa sul latte raggiunta oggi prevede una serie di impegni e di azioni volte a garantire la stabilità della filiera, dunque il mantenimento di un certo equilibrio sui prezzi con cui vengono retribuiti i produttori, ma non solo, le parti hanno concordato anche l’utilizzo di meccanismi di indicizzazione da inserire nei contratti e la promozione dell’utilizzo di contratti standard per rendere più trasparenti i rapporti di filiera. Ognuno è chiamato fare la propria parte a cominciare dal ministero delle Politiche agricole all'industria lattiero casearia, dalle organizzazioni agricole alle cooperative e alla Gdo.
Gli impegni e le azioni del Mipaaf: una somma di 25 milioni di euro sarà investita per il settore zootecnico dall’intervento straordinario europeo, in aiuti diretti alle imprese di allevamento per il latte prodotto e commercializzato nei mesi di dicembre 2015, gennaio e febbraio 2016. L'impatto stimato della misura è di 1 centesimo per litro di latte venduto alla stalla. Saranno incrementate, in accordo con il ministero del Lavoro, le risorse del programma indigenti da destinare all’acquisto di formaggi, sia per la seconda tranche del 2016 che per gli anni successivi. A queste risorse si potranno aggiungere quelle attivabili con la Legge di stabilità per il Fondo nazionale indigenti-

Dopo le vibranti giornate di protesta promosse a fine ottobre e inizio novembre dagli allevatori, ieri al ministero dell’Agricoltura è stato sottoscritto l’accordo tra Lactalis (multinazionale francese proprietaria dei marchi Parmalat, Galbani, Locatelli e Invernizzi) e le organizzazioni agricole. Il latte sarà ora pagato ai produttori 37 centesimi al litro per i prossimi tre mesi, in crescita di 3 centesimi rispetto all’accordo precedente. "Sul mercato italiano porterà almeno 340 milioni di euro annui in più nelle stalle italiane", dichiara il presidente nazionale della Coldiretti, Roberto Moncalvo. "L’accordo di oggi è un passo avanti molto rilevante", ha osservato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina.
Latte, il lavoro degli allevatori italiani vale 3 centesimi in più: un successo?
"La nostra mobilitazione ha coinvolto migliaia di allevatori con presidi nelle industrie e nei supermercati, dove abbiamo trovato il sostegno convinto dei cittadini nella difesa del latte, delle stalle e delle nostre campagne", dice Moncalvo. E prosegue: "Il primo risultato è l’intesa raggiunta con Lactalis sul prezzo del latte alla stalla, che prevede in tutto il Nord, per il prossimo trimestre, un aumento di 2,1 centesimi, al quale vanno aggiunti il centesimo garantito dal ministero, con aiuti straordinari dell’Unione europea, ma anche le risorse che le regioni lattiere interessate possono mettere a disposizione se vorranno sostenere il comparto".
"È una boccata di ossigeno alle imprese che si trovano in un grave difficoltà – conclude Moncalvo – ma la battaglia della Coldiretti continua nelle sedi istituzionali per arrivare al più presto alla corretta identificazione, tramite etichetta, del vero Made in Italy".

Come riporta l'Adnkronos, le azioni si aggiungono agli interventi già stabiliti tra i quali: la cancellazione dell’Irap e dell’Imu agricola per tutte le aziende agricole con la Legge di stabilità, con un taglio di tasse da 600 milioni di euro. I 32 milioni di euro destinati all’aumento della compensazione Iva al 10% per le vendite di latte fresco, che equivale a 0,5 centesimi in più al litro venduto alla stalla. I 55 milioni di euro dal ‘Fondo latte’ per ristrutturare il debito e sostenere gli investimenti. L’ampliamento della compensazione delle quote latte tra produttori, ovvero 1260 allevatori in più rispetto alla Legge Zaia hanno ricevuto in totale 19 milioni di euro. Gli aiuti accoppiati dei fondi Ue, destinati alla zootecnia oltre 200 milioni di euro.

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