Piano Ryanair per Alitalia: 4000 dipendenti a spasso

28 giugno 2017 ore 12:47, Luca Lippi
Ryanair pone le sue condizioni per lanciare l’offensiva ad Alitalia. In concreto c’è da sottolineare che Ryanair non ha fatto altro che presentare una manifestazione d’interesse, una delle 32 arrivate sul tavolo dei commissari nominati per il salvataggio della nostra compagnia di bandiera. È quindi lecito pensare che nei prossimi giorni dovremo analizzare altre 31 manifestazioni d’interesse nelle quali altri metteranno i paletti propedeutici a una presunta ‘conquista’. 
L’ad di Ryanair, Michael O’Leary, ha solamente illustrato la proposta della compagnia low cost Irlandese:Ryanair ha presentato una manifestazione di interesse per Alitalia e sarebbe interessata all’acquisto se i commissari si impegneranno a fare importanti cambiamenti e una ristrutturazione adeguata all’interno della compagnia, in caso contrario non saremo interessati. Alitalia rappresenta una opportunità, ma non dobbiamo necessariamente comprarla”. La precisazione con cui conclude il suo intervento l’ad di Ryan Air è che “tutto dipenderà dal lavoro che faranno i commissari perché nessuno è interessato ad acquistare una compagnia che perde soldi”.
Poi O’Leary si lancia in considerazioni tecniche che fanno emergere le aspirazioni della maggior parte degli interessati ad Alitalia. Secondo O’Leary per Alitalia è necessario “fare cose molto semplici” e che sono state “sempre rimandate”, ossia “strappare l’accordo con Air France”, che non permette alla compagnia di svilupparsi sul lungo raggio, “rinegoziare gli accordi aeroportuali con Adr, dove al momento Alitalia paga cifre molto alte, rivedere i contratti di leasing e ridurre il numero di dipendenti perché la compagnia non ha bisogno di tutte quelle persone in più”. Per O’Leary ad Alitalia ci sarebbero “4.000-5.000 dipendenti che non sono piloti, non sono assistenti di volo o ingegneri e quindi non si sa cosa fanno”.
Nel caso in cui l’offerta della compagnia irlandese dovesse andare in porto, O’Leary ha messo le mani avanti circa le future relazioni con i sindacati e la politica italiana. “Se dovessimo acquistare Alitalia, non la gestiremmo con le interferenze di politici e sindacati”, ha affermato. In questo modo, l’ad di RyanAir si è ‘tagliato le gambe’. Il governo, necessariamente cercherà di mettere in sicurezza la più parte possibile di personale per evitare di dover gestire una situazione complicata e costosa dal punto di vista del lavoro. O'Leary ha poi precisato che, anche se non si raggiungerà un accordo, la low cost irlandese è "interessata a crescere in Italia e a riempire il vuoto che Alitalia potrebbe lasciare, mettendo immediatamente in campo 20 aeromobili che potrebbero diventare 40".

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autore / Luca Lippi
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