Dopo l'acquario i ragni: a Genova in mostra gli esemplari più grandi del mondo

03 febbraio 2016 ore 8:44, Andrea De Angelis
Vivamente sconsigliata a chi soffre di aracnofobia, simpatica per chi è cresciuto guardando Spider Man, ideale per chi ama queste creature. Anzi, in questo caso è decisamente un'occasione da non perdere

"Spiders. I più grandi ragni del mondo", arriva a Genova. Appuntamento da oggi, mercoledì 3 febbraio, fino al 5 giungo al Museo di storia naturale 'G. Doria' di Genova per quella che è stata presentata come "la più imponente mostra di ragni vivi d'Europa".
In mostra infatti cinquanta specie di tarantole, dieci scorpioni e tre scolopendre, "per scoprirne l'anatomia, i loro veleni, con un approccio scientifico", spiega il direttore del museo, Giuliano Doria. Si possono ammirare esemplari di Theraphosa Blondi, Theraphosa Stirmi, Brachypelma Albopilosum dall'Honduras oppure la Lasiadora Klugi del Brasile o la Phormictopus Canceridis da Cuba. Vivono fra i 20 e i 28 gradi e una volta a settimana si cibano di vermi, cavallette e grilli. Gli esemplari più grandi come la Theraphosa mangiano anche piccoli topi vivi. Insomma, si tratta davvero di uno spettacolo unico. 
Del resto i ragni hanno da sempre attirato l'attenzione dell'uomo, non fosse altro per la loro eccezionale abilità nel creare le ragnatele. Il ragno è cioè un animale che, per le sue caratteristiche, ha colpito e stimolato l'immaginario umano, entrando - spesso con le caratteristiche di una creatura leggendaria - nel folklore e nella mitologia di vari popoli. Tra le numerose attestazioni spiccano in particolare il mito di Aracne e il fenomeno del tarantismo
Dopo l'acquario i ragni: a Genova in mostra gli esemplari più grandi del mondo
Ovidio narra la storia di Aracne nel VI libro delle Metamorfosi, ma pare che il personaggio, già citato nelle Georgiche virgiliane, sia d'origine greca. Aracne viveva a Colofone, nella Lidia. La fanciulla, figlia del tintore Idmone e sorella di Falance, era abilissima nel tessere, tanto girava voce che avesse imparato l'arte direttamente da Atena, mentre lei affermava che fosse la dea ad aver imparato da lei. Ne era così tanto sicura, che sfidò la dea a duello. Di lì a poco un'anziana signora si presentò ad Aracne, consigliandole di ritirare la sfida per non causare l'ira della dea. Quando lei replicò con sgarbo, la vecchia uscì dalle proprie spoglie rivelandosi come la dea Atena, e la gara iniziò. Atena si adirò, distrusse la tela e colpì Aracne con la sua spola. Aracne, disperata, si impiccò, ma la dea la trasformò in un ragno costringendola a filare e tessere per tutta la vita dalla bocca, punita per l'arroganza dimostrata (hýbris), nell'aver osato sfidare la dea.
Il tarantismo o tarantolismo è considerato un fenomeno isterico convulsivo. In base a credenze ampiamente diffuse in antichità nell'area mediterranea ed in epoca più recente nel sud Italia, sarebbe provocato dal morso di ragni.
Il tarantismo o tarantolismo è considerato invece un fenomeno isterico convulsivo. In base a credenze ampiamente diffuse in antichità nell'area mediterranea ed in epoca più recente nel sud Italia, sarebbe provocato dal morso di ragni.

Chissà, magari con questi e altri aneddoti anche religiosi (basti pensare che il ragno dà il nome alla ventinovesima Sura del Corano dove la fragilità della tela è paragonata alla consistenza degli alleati che i miscredenti potrebbero avere se chiedessero aiuto ad altri che a Dio; inoltre una diffusa tradizione vuole che quando Maometto, in fuga dalla Mecca, si nascose, insieme ad Abu Bakr, in una caverna, un ragno abbia costruito miracolosamente la sua tela in pochi istanti all'imboccatura della cavità, cosicché gli inseguitori credettero che da lì non fosse passato nessuno) sarà aumentata la vostra voglia di visitare la mostra. Se così fosse, buona visione!



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