Più acqua potabile "setacciando" il mare: la soluzione economica dei ricercatori italiani

04 ottobre 2016 ore 12:17, intelligo
di Luciana Palmacci

Aumentare la quantità di acqua potabile nel mondo rendendo potabile quella del mare. Un progetto ambizioso ma che potrebbe diventare realtà grazie all'impegno di alcuni ricercatori del Politecnico di Torino, insieme a MIT e University of Minnesota che avrebbero trovato un modo efficace e più economico per dissalare l'acqua del mare. L'acqua salata del mare può infatti essere resa "dolce" con l'impiego di una membrana, ossia grazie a una sorta di setaccio in grado di separare le molecole di acqua dai sali in essa disciolti. Una soluzione che garantirebbe acqua anche in tutte quelle zone del pianeta dove regna la siccità.
I risultati della ricerca pubblicati dalla rivista Nature Communications il 3 ottobre 2016, mostrano come partendo dalla considerazione che l'acqua salata del mare possa essere dissalata con l'impiego di un "setaccio", e che l'energia necessaria a questo processo di separazione può essere fornita da una sorgente di calore, da un campo elettromagnetico oppure dalla pressione idraulica esercitata da una pompa, si è arrivati a un processo di osmosi inversa basato sulla capacità di alcuni materiali porosi di farsi attraversare dalla sola acqua in pressione, separandola così dal sale. 

Più acqua potabile 'setacciando' il mare: la soluzione economica dei ricercatori italiani

I ricercatori del Politecnico di Torino, del Mit e dell'University of Minnesota, per la prima volta sono riusciti a comprendere i meccanismi che regolano il trasporto dell'acqua da una parte (acqua salata) all'altra (acqua dolce) della membrana. Ma come far funzionare queste membrane, in grado di separare le molecole di acqua dai sali in essa disciolti, in maniera economica? "Con il calore, soprattutto quello low cost, come il sole o i residui termici dei fumi di scarico che altrimenti andrebbero dispersi" hanno detto i ricercatori.
La scoperta inoltre avrebbe un impatto positivo ed immediato anche nella fabbricazione di membrane innovative per la dissalazione, con un aumento del numero di pori superficiali accessibili e dunque riduzione della resistenza superficiale al trasporto. I ricercatori stimano che membrane create con criteri simili abbiano la possibilità di raggiungere permeabilità fino a 10 volte superiori a quelle attuali, abbattendo così i costi operativi necessari al processo di dissalazione.

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