Tirreno Power di Vado Ligure, ammortizzatori fermi: prima piano industriale

05 luglio 2016 ore 15:08, Americo Mascarucci
Nessuno spiraglio concreto dall'incontro a Roma per il futuro della Tirreno Power di Vado in Liguria.
Al Ministero dello Sviluppo Economico si è infatti riunito il tavolo di concertazione fra azienda, sindacati, il viceministro Teresa Bellanova, la Regione Liguria  per affrontare la vertenza Tirreno Power. 
La centrale di Vado ha gli impianti a carbone sotto sequestro dal marzo del 2014 per presunte violazioni all'Aia. 
I sindacati hanno chiesto al governo "di fare uno sforzo, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali", anche rispetto a quanto prevede la legge con la mobilità alla scadenza delle agevolazioni. 
Il Ministero ha però chiarito che Tirreno Power deve portare avanti il progetto per la cessione delle aree ad un altro soggetto. Solo in questo modo sarà possibile prolungare la durata degli ammortizzatori sociali.
In questo modo, tra l’altro, "i lavoratori in esubero (che in tutto sono 188, la maggior parte dei quali a Vado) verrebbero ricollocati nell’ambito degli interventi per la riqualificazione”. Il Ministero dello Sviluppo economico esige dall’azienda un piano di reindustrializzazione con elementi più concreti. 
Entro la fine di luglio saranno quindi convocati ulteriori incontri, allargati al Ministero del Lavoro, e alle Regioni coinvolte dalla crisi di Tirreno Power. 
Tirreno Power di Vado Ligure, ammortizzatori fermi: prima piano industriale
Tra l’altro le stesse hanno la possibilità di attingere ad altri finanziamenti che consentono di prorogare la cassa in deroga fino alla fine dell’anno. Anche perché la proprietà punterebbe ad uscire dallo stallo dei contratti di solidarietà, che rappresentano un costo supplementare. 

L'assessore regionale al Lavoro della Regione Liguria Gianni Berrino spiega: "A fine luglio si riunirà nuovamente il tavolo al ministero dello Sviluppo economico e ogni soggetto coinvolto nella vertenza definirà quale sarà il proprio contributo. Per quanto riguarda la Regione Liguria abbiamo ribadito la piena disponibilità a fare la nostra parte, per quanto di nostra competenza, a sostegno dei lavoratori, quindi interventi sulle politiche attive del lavoro e formazione. Al Governo spetterà l'eventuale decisione sul prolungamento degli ammortizzatori sociali che vede coinvolti circa 150 lavoratori del sito di Vado Ligure, ma la priorità è che l'azienda, in questo periodo che ci separa dal prossimo incontro, presenti un piano industriale preciso che comprenda modalità e termini sulla reindustrializzazione delle aree".


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