Dl Colosseo, anche Pompei è salva: vietato scioperare selvaggiamente nei musei

05 novembre 2015 ore 17:07, intelligo
Dl Colosseo, anche Pompei è salva: vietato scioperare selvaggiamente nei musei
Il Senato ha detto sì e da oggi il Colosseo diventa uno dei “servizi pubblici essenziali” per i quali vale la regole che vale per gli scioperi nel trasporto pubblico o negli ospedali. Dunque mai più chiusure improvvise coi cartelli “assemblea sindacale in corso” e i turisti fuori ad aspettare. Con 138 sì, 67 no e 14 astenuti, il dl Colosseo (ovvero la nuova norma sulla fruizione del patrimonio storico e artistico) varato dal Consiglio dei ministri, è stato convertito in legge. 

La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale al 16 settembre scorso quando il monumento più famoso al mondo venne chiuso per un’assemblea sindacale, tra le proteste dei turisti che avevano prenotato da tempo la visita. Ma si potrebbe ricordare anche un altro caso analogo ed altrettanto eclatante che fece il giro del mondo: i cancelli chiusi a Pompei per l’assemblea sindacale dei dipendenti. Era il 24 luglio scorso e il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini tuonò così: “Danno incalcolabile”. 

COSA C’E’ NEL DECRETO. La parte centrale del dl sottolinea che “in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la tutela, la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale sono attività che rientrano tra i livelli essenziali delle prestazioni di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione”. Che tradotto vuol dire: le disposizioni sull’esercizio del diritto di sciopero, previste dalla legge del 1990, relative alla garanzia delle prestazioni in servizi essenziali come scuola, sanità e trasporti si estendono a musei, monumenti, istituti e luoghi rilevanti nel patrimonio culturale, storico e artistico nazionale”. Soddisfatto il ministro Franceschini che parla di “una conquista di civiltà”. Un provvedimento – aggiunge – che “in nessun modo toglie i diritti dei lavoratori che continueranno a fare assemblee e scioperi regolati come negli altri settori che sono già servizi essenziali, contemperando il diritto del lavoratore di fare sciopero e assemblea con il diritto del cittadino di usufruire di quel servizio essenziale”. 

LuBi

autore / intelligo
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