Sul Passo Sella chiuso alle auto la "guerra del turismo": Zaia scrive a Delrio

07 luglio 2017 ore 15:11, Americo Mascarucci
Scontro istituzionale sul Passo Sella dopo che le province autonome di Trento e Bolzano hanno deciso di chiuderlo al transito veicolare tutti i mercoledì di luglio e agosto. Un’iniziativa che non è piaciuta al Governatore del Veneto Luca Zaia che ha preso carta e penna e scritto una lettera al Ministro delle Infrastrutture Gaetano Delrio. Ne è nato uno scontro istituzionale con le province autonome che a loro volta hanno replicato sostenendo la piena legittimità della scelta. Ma andiamo per ordine.
Sul Passo Sella chiuso alle auto la 'guerra del turismo': Zaia scrive a Delrio

LA PROTESTA DI ZAIA - Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia non ci sta e ribadisce con una lettera inviata al ministro Graziano Delrio la sua contrarietà all'iniziativa di chiusura del Passo Sella. Zaia contesta in particolare il fatto che le province autonome di Trento e Bolzano avrebbero assunto questa decisione senza informare e consultare le regioni confinanti, il Veneto in primis interessate dall'attraversamento del Passo. 
"Sul piano del metodo - scrive Zaia - ritengo sia sempre doveroso attenersi a corrette ed equilibrate relazioni istituzionali fra enti territoriali, specialmente se interessati a problemi comuni, rifuggendo all'assunzione di decisioni unilaterali. Iiniziative di tal genere debbano necessariamente coinvolgere anche i territori confinanti e nello specifico Regione Veneto e Provincia di Belluno". Zaia evidenzia a Delrio "gli impatti negativi che iniziative preclusive del diritto alla mobilità come questa, non programmate strategicamente su basi più ampie e condivise, possono avere sull'economia turistica delle aree montane dato che l'indotto generato da questo settore, specialmente nel periodo estivo, costituisce un elemento vitale per la sopravvivenza di interi comprensori montani, che proprio sul turismo fondano il loro sostentamento, combattendo così lo spopolamento ormai in atto da decenni". 
Da qui quindi l'invito al ministro ad intervenire al fine di "riconsiderare l'intera questione e a valutare e promuovere opportune iniziative alternative in un quadro di sostenibilità che non penalizzi le popolazioni locali". 

LA REPLICA - L'intervento di Zaia non ha trovato però favorevole l'assessore della Provincia di Trento, Mauro Gilmozzi che ha replicato: "La sperimentazione dei mercoledì chiusi al traffico sul Passo Sella continuerà fino al termine del mese di agosto. Il presidente del Veneto, Luca Zaia, è liberissimo di pensarla come crede. Noi non gli imponiamo nulla, ma anche lui non deve rivolgerci moniti o, peggio, proporci dei passi indietro, tra l’altro sulla base di dati semplicemente sballati". 
L'assessore inoltre sostiene che la chiusura del Passo non avrebbe affatto scoraggiato il turismo ma al contrario lo avrebbe incentivato. Se Zaia ha affermato che senza auto i turisti se ne vanno, Gilmozzi al contrario è pronto, numeri alla mano, a dimostrare che con il primo giorno di chiusura del traffico, al Sella si sarebbero registrate 1300 presenze turistiche. Guerra dei numeri e delle cifre, modi diversi di intendere e concepire lo sviluppo turistico.
Nessun passo indietro dunque: "Ognuno è libero di tenersi le idee che ha. Quello di Zaia è uno strappo ai rapporti tra Trento, Bolzano e il Veneto? Assolutamente no. I rapporti sono ottimi, nonostante questo dissenso e quello sulla Marmolada. Ma il presidente Zaia non può imporci il pensiero unico. Anche Zaia sa che il turismo è in evoluzione. Mi pare che se ne stia vivacemente discutendo a Venezia. Il Governatore veneto, proponendo il treno delle Dolomiti, suggerisce un salto di qualità del turismo del futuro: più lento, più sostenibile. Non è in sostanza ciò che noi proponiamo con i green days? È inutile che Zaia minacci ricorsi o scriva al ministro Delrio. Noi siamo titolati a emettere ordinanze sulla viabilità da una norma prevista dallo Statuto di autonomia, che ci consente di organizzare i flussi di traffico, come riteniamo più opportuno. In questo caso, abbiamo chiesto e ottenuto un’autorizzazione supplementare da parte dello stesso Ministro dei trasporti". 

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