Effetto Le Pen, Comi (Fi): “Noi con Storace senza problemi. Il No euro di Salvini è solo uno spot"

01 aprile 2014 ore 13:08, Lucia Bigozzi
Effetto Le Pen, Comi (Fi): “Noi con Storace senza problemi. Il No euro di Salvini è solo uno spot'
“Il No euro di Salvini è solo uno spot elettorale: uscire dall’euro sarebbe devastante per i risparmi dei cittadini”. Lara Comi, europarlamentare di Fi, analizza con Intelligonews l’effetto Le Pen in salsa italiana e le convergenze tra i sostenitori del No euro e i movimenti che guardano a destra. Ma non tralascia l'altro "effetto Le Pen", quello nella galassia forzista  che l'intesa tra Berlusconi e Storace lascia intravedere. E ad Alfano che dà per finita la spinta propulsiva di Berlusconi dice…
Onorevole Comi, c’è un effetto Le Pen in Italia? «L’effetto Le Pen che ritroviamo in Italia è molto diverso da quanto accaduto in Francia. Tanti cercano di cavalcare l’onda francese soprattutto i partiti no euro. Ma si tratta di partiti che non hanno le stesse percentuali del Fronte Nazionale. Considero la Le Pen una persona molto in gamba anche se non condivido le sue idee. E’ parlamentare europeo dal 2004 e la conosco personalmente: mi sembra strano che in dieci anni se ne sia accorta solo adesso». E’ chiaro però che la Lega gioca l’effetto Le Pen su Forza Italia per togliere consensi a Berlusconi euroscettico. Come commenta? «Noi abbiamo una posizione sicuramente critica nei confronti dell’Europa ma al tempo stesso costruttiva nel senso che non vogliamo distruggere e azzerare tutto perché questo significherebbe determinare una situazione ancora peggiore di quella attuale. Noi proponiamo un cambio che rimetta al centro il sistema produttivo, il lavoro, le opportunità per i giovani. Insomma un’Europa più vicina alla gente e molto meno ai poteri economico-finanziari. Con la campagna no euro la Lega sta facendo solo uno spot elettorale». Sì, ma il vostro euroscetticismo di fronte all’avanzata della Le Pen e l’asse con Salvini non rischia di essere un ‘pannicello caldo’? «Assolutamente no. Ai leader dei partiti no euro faccio sempre una domanda alla quale non sanno rispondere in maniera concreta su cosa succederebbe dopo l’ipotetica uscita dalla moneta unica. Quando parlo di deprezzamento del 40 per cento non vengo mai smentita; quando parlo di una riduzione del 20 per cento del Pil non vengo smentita; quando parlo di un crollo del 30 per cento del valore dei nostri risparmi non vengo mai smentita. E non sono numeri che dice la Comi ma lo dicono gli studi di Confindustria e Confcommercio. Quindi o siamo tutti masochisti o chi propone l’uscita dall’euro lo fa per meri scopi elettoralistici». Ma la battaglia della Lega rischia di erodere il consenso proprio a Forza Italia e l’intesa di Salvini con altri movimenti che guardano a destra lo dimostra. Non a caso è nata l’associazione Patriae. Cosa risponde? «Dico che è facile in un momento di difficoltà trovare persone che sentendo l’Europa lontana dalle loro esigenze possono aderire alla linea leghista. E’ stato lo stesso per Grillo quando diceva che voleva abbattere la casta, voleva assediare il parlamento, aprirlo come una scatoletta di tonno. Poi una volta arrivati a Roma si sono inseriti anche loro nel sistema e hanno compreso che esistono dinamiche burocratiche che rappresentano un freno all’innovazione. Certamente questa non è una giustificazione per non cambiare ma come in tutte le cose tra il dire e il fare… E’ quello che del resto vediamo con Renzi ancora fermo al cronoprogramma e agli annunci». Però l’effetto Le Pen c’è anche in casa vostra considerando l’intesa di Berlusconi con Storace e i movimenti di destra che guardano alla galassia forzista. «E’ un contesto diverso, una dinamica diversa. Berlusconi non vuole uscire dall’euro e questa è un discrimine fondamentale rispetto agli altri. Noi non crediamo in questa Europa e vogliamo cambiarla profondamente nell’interesse dei cittadini. L’intesa con Storace e con l’area della destra non lo vedo assolutamente come un problema perché Storace ha già governato con noi negli anni precedenti. A questo aggiungo che noi abbiamo un programma sulla scorta del quale si misura la condivisione e il nostro programma è in linea con quello del Ppe».  Non può negare però che tutti i sondaggi danno Forza Italia in netto calo. «In realtà vedo in calo molti altri partiti. Forza Italia che pure ha subìto la separazione degli alfaniani sta al 22-23 per cento. E queste mi sembrano percentuali che da sole fanno la differenza». Cosa risponde ad Alfano che dice: Forza Italia sta perdendo consensi? «Ad Alfano dico di stare sereno: ne riparliamo coi numeri alla mano dopo il 25 maggio». Il patto Berlusconi-Renzi sulle riforme è già finito? «Credo sia necessario che Renzi incontri Berlusconi per fare un punto su un patto che dall’origine ad oggi è stato modificato e non certo per volontà di Forza Italia. Renzi deve parlare con l’altro leader che detiene la maggioranza dei consensi nel paese e che si chiama Silvio Berlusconi».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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