Borghezio (Lega): “Fronte nazionale in formato Lega. Silvio ci prese i voti, ora li restituirà…”

01 aprile 2014 ore 13:05, Lucia Bigozzi
Borghezio (Lega): “Fronte nazionale in formato Lega. Silvio ci prese i voti, ora li restituirà…”
"Ferrero ha ammesso che voterà il nostro referendum per l'abrogazione della legge Fornero sulle pensioni". "Destra-sinistra, smottamento al Sud". 
Effetto Le Pen in salsa leghista. Loro, i leghisti, cavalcano l’onda francese convinti che lo tsnumani ci sarà anche in Italia. Mario Borghezio, europarlamentare del Carroccio e gran tessitore della liason con Marine, a Intelligonews approfondisce l’asse con la destra francese e quello che la destra italiana sta cercando di ricomporre con Berlusconi e la galassia forzista. Stesso campo, stessi voti. Non solo: profetizza uno “smottamento al sud della destra e della sinistra, con la Lega a fare da collettori di voti in uscita dai partiti tradizionali, compreso Fi e nonostante l’intesa Berlusconi-Storace. Altro ‘effetto Le Pen’… Onorevole Borghezio, esiste un effetto Le Pen in Italia? «Noi gente del nord-ovest che abbiamo i francesi come vicini di casa non possiamo ignorare l’effetto che lo tsunami del Fronte Nazionale avrà sull’Italia e sul resto d’Europa. L’effetto trascinamento della vittoriosa affermazione elettorale condotta dalla Le Pen che ormai ha assunto un ruolo europeo di primissimo piano, costituisce un punto di riferimento e anche di appoggio per colore che nei 28 paesi dell’Unione, nelle varie coniugazioni, combattono una battaglia di resistenza alla dittatura del super-stato europeo di Bruxelles». La Lega è la trasposizione italiana del Fronte Nazionale? «Rispetto alle altre forze politiche, la Lega può vantare il fatto di aver intessuto in questi anni al parlamento europeo rapporti stretti con tutti i movimenti identitari, cosiddetti populisti, euroscettici che in qualche modo e misura si sono opposti allo strapotere dei burocrati di Bruxelles . Sia sincero: in Italia cavalcate l’avanzata della Le Pen per motivi elettoralistici. «La Lega ne trarrà sicuramente giovamento anche se è evidente che noi in Europa siamo stati gli antesignani di queste battaglie. Non solo Le Pen: in Italia avete fondato l’associazione Patriae e guardate ai movimenti di destra. State puntando ai voti della destra? Di fatto, pur non essendo dal punto di vista ideologico un partito di destra nel senso tradizionale del termine, stiamo occupando anche un rilevante spazio della destra». Specularmente accade la stessa cosa in Fi: come valuta l’intesta Berlusconi-Storace? «Credo che Berlusconi voglia evitare di lasciare inutilizzate forze del tutto compatibili con il suo partito in vista di una battaglia che lui ritiene un po’ all’ultimo sangue e che può rappresentare anche per Berlusconi, la battaglia decisiva della sua vita politica ma anche per il futuro del paese. In pratica vi state contendendo lo stesso campo. «Sono due battaglie diverse perché nel nostro caso assorbiamo una parte dell’elettorato che non ha timidezze nei riguarda della posizione da assumere in Europa. Noi non diciamo se l’Europa si comporterà bene allora va tutto bene. No, noi diciamo che non vediamo alcuna possibilità di correggere questa Europa e dunque occorre andar via alla veloce come direbbe la Le Pen. Diversamente, Berlusconi fino all’altroieri non avanzava nemmeno troppe critiche verso l’Europa. Tuttavia questo non mi impedisce di essere personalmente soddisfatto nel costatare l’evoluzione positiva di Berlusconi il quale finalmente ha capiuto che quelli che considerava fratelli nel Ppe, di fatto sono fratelli coltelli…» Sì però Berlusconi resta nel Ppe. «Ci sta, ma in ogni famiglia ci possono essere fratelli coltelli e Berlusconi si è accorto delle componenti euro-entusiaste del Ppe a cominciare da quella tedesca». I referendum lanciati dalla Lega sono un escamotage elettorale in vista delle europee? «Ho un’esperienza diretta nella raccolta di firme. Sabato e domenica scorsi ero a raccogliere le firme ai nostri banchetti e mi sono reso conto della genialità dell’intuizione politica di Salvini, specialmente su un filone importantissimo al quale io stesso non avrei pensato: la legge Fornero sulle pensioni. Su questo tema la Lega sta sfondando anche a sinistra e la dimostrazione è stata ieri sera durante una trasmissione televisiva in un’emittente lombarda nella quale Ferrero di Rifondazione Comunista ha dovuto ammettere che sarà costretto ad andare a votare il nostro referendum. Ho parlato con centinaia di pensionati vicini alla sinistra che mi hanno detto: se anche non funzionavano i tram a Milano saremmo venuti a piedi per firmare la vostra iniziativa. Per l’abrogazione della legge Fornero i nostri banchetti sono presi d’assalto da pensionati e da quanti sono prossimi alla pensione. Se questo ci farà bene anche dal punto di vista elettorale sarà merito di Salvini e della Lega». Dica la verità: lei i voti di Berlusconi glieli vuole portare via «Nella mia vita politica ho sempre puntato a portare via i voti alla sinistra perché a sinistra hanno la simpatica abitudine di turlupinare la gente comune, la gente semplice che arriva a fatica a fine mese o non ci arriva per niente. Ho sempre combattuto una sinistra mondialista e amica dei potenti e dei banchieri». Risponda sui voti di Berlusconi. «Dalla nascita di Fi Berlusconi si è abbondantemente soddisfatto dal punto di vista elettorale su un bacino, quello del Nord storicamente della Lega. Se ci sarà un travaso di voti sarà il parziale e insufficiente ritorno di consensi che in origine appartenevano a noi nordisti. Ma quello che secondo me si sta profilando è uno tsunami al Sud…». A cosa si riferisce? A “Patriae”? «E’ un arcipelago di forze diverse una dall’altra:; “Patriae” è un’isoletta in mezzo a un arcipelago. C’è uno smottamento della base, dei circoli, delle associazioni presenti sul territorio. Una destra immensa e una sinistra rossa che stanno facendo come i ghiacci che si staccano dalla Groenlandia verso i lidi della Lega. Che lo si voglia o no, questo farà evolvere positivamente il nostro movimento politico. E penso che dalle elezioni europee possa nascere una grande Lega nazionale, o meglio: un Fronte Nazionale in formato Lega».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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