La Destra in marcia verso Forza Italia: “DifendiAMOROMA”

01 aprile 2014 ore 13:33, Lucia Bigozzi
La Destra in marcia verso Forza Italia: “DifendiAMOROMA”
Storace ha fatto da apripista siglando l’intesa con Berlusconi, dopo il divorzio di qualche anno fa che sembrava definitivo. Ma non è il solo. Nella galassia della destra ci sono movimenti interessanti dei quali è artefice e interprete, proprio in questi giorni, Fabrizio Santori, il politico più votato alle scorse regionali proprio ne La Destra di Storace: poi la separazione tra i due ma adesso è ripresa la marcia di avvicinamento alla galassia azzurra in quella che sarà una delle battaglie elettorali decisive per i nuovi assetti dell’Europa dei prossimi anni. La Destra, dunque smette i panni ideologici e torna nell’alveo del berlusconismo.
Semplice annessione? Non è così e Sartori lo dimostra con un Manifesto che diventa iniziativa pubblica, in programma il 6 aprile a Roma (Hotel Life alle 10,30), e un titolo di per sé eloquente: “Difendiamo l’Italia”. Sottotitolo: “Per gli italiani che difendono ciò che amano. E’ già operativo il Comitato “DifendiAMO ROMA” – versione locale del progetto che proprio dai territori vuole proporre un’altra idea di città e un nuovo sistema di governance. “Un fronte unito di persone che non vogliono restare muti e immobili di fronte al degrado e all’incuria che la nostra amata città e i suoi quartieri stanno vivendo da troppo tempo”, spiega Santori. Un lavoro capillare, a rete e alla “luce del sole, raccogliendo le segnalazioni e le denunce che provengono dal territorio e che combattono l’immobilismo della giunta Marino. C’è chi difende Roma perché la ama, chi sa anche apprezzare le cose ben fatte, ma soprattutto chi è ormai consapevole che qualcuno sta remando in favore di un declino inarrestabile di questa città. E allora vuole mettersi in gioco, ma facendolo sul serio”. Ed è proprio dall’idea tutta romana che il progetto si proietta in una dimensione nazionale ed europea: DifendiAMO L’ITALIA. La prospettiva nazionale si fonda sulla consapevolezza del valore della Patria e nella necessità di “rilanciare la difesa di una storia, di un patrimonio culturale inestimabile, di un popolo che non vuole estinguersi, suicidato dal cappio europeo e dalla globalizzazione massificatrice”. Insomma un contenitore di idee e progetti con un unico filo conduttore: nessun compromesso, indisponibilità a negoziare “i propri valori, quelli della famiglia, del diritto alla vita, della tutela dell’infanzia e della lotta alle droghe” E ancora: “riduzione degli sprechi e delle spese grasse nella Pubblica Amministrazione, basta all’Europa capace solo di imporre tasse”. La proiezione europea ha come priorità l’impegno a “rinegoziare il ruolo del nostro paese in Europa, non più disposto a lavorare per pagare interessi sul debito ma pronto a finanziare gli investimenti per le generazioni che verranno”. Su questo Santori è perentorio: “E’ il popolo della questione morale che deve tornare al centro, di una legge elettorale che riassicuri stabilità di governi scelti dal popolo ma anche legame con il territorio. Che vuole tornare ad essere orgoglioso della propria classe dirigente, di una Politica che decida e combatta i poteri forti, il cappio delle banche e di Equitalia. DifendiAMO L’ITALIA si ritrova per chiedere presidenzialismo, snellimento della burocrazia, detassazione delle imprese, incentivi all’occupazione. E’ l’Italia che chiede il pugno duro su nomadi e sbarchi di clandestini, che chiede sicurezza sul territorio e certezza della pena. E’ l’Italia che vuole difendere ciò che ama, da destra”. La chiosa è per Renzi: “Vogliamo essere la voce dell’Italia che non vuole far vincere le sinistre, i deliri della Kyenge, le ideologie dei Vendola e della Boldrini, l’illusoria loquacità di Renzi, i ribaltonismi e i governi tecnici nati dal Quirinale. L’Italia che non vuole essere più buonista, che premia le competenze, il merito e la trasparenza, che non vuole far andar via altri giovani e guarda al futuro. L’Italia che rivuole i suoi due marò, che esige rispetto a livello internazionale, che non vuole altre guerre di petrolio, per poi ritrovarsi da sola a gestire le pressioni del mondo islamico nel Mediterraneo e l’invasione cinese di merci e uomini a basso prezzo”. La sfida è lanciata.
autore / Lucia Bigozzi
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