Moretti (Pd): «La Santanchè? Non faranno fatica a individuare un'alternativa. Renzi non chieda di tornare indietro»

01 luglio 2013 ore 16:26, Marta Moriconi
Moretti (Pd): «La Santanchè? Non faranno fatica a individuare un'alternativa. Renzi non chieda di tornare indietro»
«Non si possono usare le istituzioni per lanciare provocazioni. All’interno del Pdl ci sono figure meno divisive del nome della Santanchè, pur apprezzando, come dire, la “passione” della deputata pidiellina». Sorridendo, la dem Alessandra Moretti intervistata da IntelligoNews, rimanda al mittente il nome di Daniela Santanché indicato per la vicepresidenza della Camera. Non usa toni duri, ma è chiara: «Il Pdl ha nella propria compagine figure femminili di valore. Per cui credo che non faranno fatica ad individuare una figura alternativa». E se Renzi chiede che il vincitore delle primarie sia il candidato premier, la Moretti risponde: «Non possiamo tornare indietro a prima di Bersani. Il segretario faccia il segretario. Anche per evitare che ogni volta che ci sono le elezioni il partito rimanga sprovvisto del segretario». Renzi ha detto che il vincitore delle primarie deve essere il candidato premier. E’ d’accordo? «Non possiamo tornare indietro, dobbiamo ripartire dalla scelta di Bersani di non far coincidere il ruolo di segretario con quello di premier. Il segretario faccia il segretario. Anche per evitare che ogni volta che ci sono le elezioni il partito rimanga sprovvisto del segretario. E poi, le caratteristiche che deve avere il segretario sono profondamente diverse da quelle di un premier». La tensione in vista della prossima riunione della Commissione per le regole del Congresso sta aumentando sensibilmente. Quali regole per evitare polemiche? «Deve essere un congresso aperto, che dia la possibilità anche a chi si iscrive all’ultima ora al Partito democratico, di poter partecipare al momento del voto». Cuperlo, Fassina, Civati, Chiamparino, Serracchiani, lo stesso Renzi… Troppi possibili candidati? Può essere controproducente? «Ma no. E’ sinonimo di ricchezza di un partito che può contare su più personalità di grande spessore. La partecipazione di più candidati garantisce, poi, un dibattito sulle idee, sul programma, sulla visione che ogni candidato ha del partito e del Paese». Il dibattito sulla candidatura di Daniela Santanchè a vice presidente della Camera. Diversi gli esponenti del Pd che parlano di nome divisivo. Il Pdl, però, si è compattato su lei. Che ne pensa? «Essendo al governo Pd, Pdl e Scelta Civica, gli incarichi istituzionali devono contare su un’ampia convergenza delle forze di maggioranza. Non si può pensare di usare le istituzioni per lanciare provocazioni. All’interno del Pdl ci sono figure meno divisive del nome della Santanchè, pur apprezzando, come dire, la passione della deputata pidiellina. Io la vedrei più indicata a ricoprire altri ruoli che richiedono una minore esposizione, ecco. Occorre dare segnali meno conflittuali». Ha in mente qualche nome pidiellino per la vicepresidenza? Almeno ci dica se crede che debba essere una donna a ricoprire l’incarico? «Certo. Il Pdl ha nella propria compagine figure femminili di valore. Per cui credo che non faranno fatica ad individuare una figura alternativa». Restyling di FI. Mancanza di idee o idee fin troppo chiare? «Il Pdl sta attraversando un momento di grande difficoltà, dovuto anche alle vicende giudiziarie del leader. Al di là di Berlusconi nel Pdl non c’è un’altra persona capace di sostituirlo. Lo trovo un ritorno al passato comunque, ma è inevitabile quindi». Mario Monti propone un contratto di coalizione. Per rafforzare l’impegno dei partiti che sostengono Letta. Che ne pensa? «Credo che le priorità siano state già indicate da Enrico Letta, quando si è insediato. Letta ha ribadito che non deve governare per forza, ma solo se raggiungerà determinati obiettivi anche per quanto riguarda il percorso delle riforme istituzionali (entro 18 mesi). Ritengo che non si debba star insieme a tutti i costi. Serve senso di responsabilità certo, ma non rispetto a un contratto, rispetto ai giovani che non hanno lavoro, alle diseguaglianze che stanno aumentando. Una volta date queste risposte e fatta la legge elettorale si sarà pronti per andare a votare». Monti parla anche di coalizione affetta da crescente ambiguità. Un’accusa a chi? «Noi sosteniamo Letta con grande lealtà. Mettendo al centro la parola lavoro, equità, uguaglianza sociale, ma siamo anche critici e partecipiamo direttamente alla costruzione di risposte di cui ha bisogno il Paese. Leggo le affermazioni di Monti come uno stimolo a fare meglio. Lui sa bene, meglio di chiunque altro visto che ha governato in un momento difficile per il Paese, che qui è una questione di conti pubblici. Chiunque governa è in una situazione difficilissima: si sa che se si toglie l’Imu a tutti, l’Iva non può non essere aumentata. Va bene la propaganda, ma fino ad un certo punto». Slittamento del Congresso. Sì o no? «No. Va fatto il prima possibile, l’abbiamo promesso ai nostri elettori. Verrebbe letto dalla base come tentativo di procrastinare decisioni importanti o peggio di mettere ostacoli nel percorso di costruzione di una nuova segreteria. Ho fiducia di Epifani, e lui l’ha detto che entro la fine dell’anno si farà».
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