Librandi (Scelta Civica): «Col governo costituente la fase due. Siamo noi il Ppe italiano»

01 marzo 2013 ore 14:16, Fabio Torriero
Librandi (Scelta Civica): «Col governo costituente la fase due. Siamo noi il Ppe italiano»
Il 15 marzo si insedieranno i nuovi deputati e i nuovi senatori. E sarà un Parlamento un po’ creativo, un po’ turbolento e un po’ Repubblica di Weimar. Dove il vecchio e il nuovo, inevitabilmente, saranno destinati a scontrarsi e sovrapporsi. Tra i nodi da sciogliere, il governo, la stabilità, tra Piccole Intese (Bersani-Grillo), destinate a fallire (si pensi ai grillini che hanno contestato il loro capo per il no ideologico al segretario del Pd) e Larghe Intese (maggioranza Pd-Pdl-Monti, spinta da Napolitano, dallo stesso D’Alema), con un passo indietro sia di Silvio, sia di Bersani, sostituiti nel gioco da Alfano e forse da Renzi, con Scelta Civica a fare da cerniera. E come se non bastasse, a complicare i giochi, l’elezione del presidente della Repubblica (il 15 aprile).
Tra i nuovi onorevoli, Gianfranco Librandi, leader di Unione italiana, eletto nelle file di Scelta Civica. Librandi ha le idee chiare sul presente e sul futuro: «Basta col passato, la campagna elettorale è finita, basta con le polemiche sul governo Monti, è l’ora della fase due, bisogna pensare al futuro e a cosa possiamo fare di buono per l’Italia». E con “Intelligonews” affronta di buon grado i temi della nuova politica. D’Alema propone di dare la presidenza del Senato al Pdl, Bersani la presidenza della Camera a Grillo, Napolitano pensa alle Larghe Intese e ad un simil-Monti, tecnico-banchiere come Visco o Saccomanni: cosa succedera? «E’ presto per dirlo, le diplomazie sono tutte a lavoro. Ritengo che il governo Bersani-Grillo sia troppo minoritario e quindi, difficile, complicato. Penso piuttosto, ad un governo-costituente, largamente condiviso, con noi di Scelta Civica a fare da mastice per il bene dell’Italia, come Monti ha sempre fatto. Un programma minimo di cose da realizzare presto, dalla moralizzazione della politica, alla riduzione dei costi della politica, alla riforma del sistema elettorale, comprendendo anche dei punti espressi da Grillo, così lo svuotiamo e gli impediamo di presentarsi alle prossime elezioni da alternativo all’inciucio». Ipotizziamo anche gli scenari possibili, sempre nell’ottica della ricostruzione virtuosa del quadro politico italiano. Il Ppe italiano, se ne è tanto discusso, addirittura è stato uno dei maggiori motivi di polemica e frizione tra Berlusconi e Monti… a questo punto, dopo le elezioni, con i risultati che abbiamo visto e ampiamente commentato, il Ppe chi lo farà? «Senz’altro Monti, lui incarna nella sua persona e come dna naturale, l’incontro tra i valori cattolici, i valori liberali e riformatori; valori, appunto, italiani ed europei. E’ apprezzato, infatti, da noi, nonostante la vergognosa opera di demolizione attuata in campagna elettorale da Berlusconi, Bersani e Grillo (Pdl e Pd hanno dimenticato troppo in fretta e troppo presto di averlo appoggiato, quando non riuscivano più a contenere lo spread per manifesta inadeguatezza). Monti è ancora visto, da gran parte degli italiani, come un ottimo tecnico, come la riserva, la risorsa della Repubblica, che ha garantito in un momento di crisi e di passaggio, la solidità dei conti, la governabilità e la competenza: principi disattesi dal berlusconismo». La destra politica, ossia ciò che resta di An, e di un’intera comunità umana, che ha significato tanto nella storia politica italiana, è finita come Fini, fuori dalla politica che conta e dentro il Parlamento con una sparuta pattuglia di deputati, grazie a Fratelli d’Italia. In molti parlano di nuove primarie per la destra e di nuova fase costituente della destra: chi la farà la nuova destra, Alemanno, Storace, La Russa? «Penso alla Meloni. Lei può guidare una nuova destra unita. Anche se ogni tanto esagera in arroganza giovanile e vaneggia, come ha fatto in tv, sui sistemi politici ed elettorali da cambiare; o sul Senato da equiparare come premio di maggioranza alla Camera, una scemenza». Con la caduta dell’Udc chi rappresenterà da oggi in poi, i voti dei cattolici in libera uscita? «Il voto e la sensibilità e le battaglie dei cattolici devono essere trasversali, il tempo della Dc è finito, ma è indubbio che ora le casacche sono cambiate e i cattolici avranno comunque preferibilmente una nuova casa, e cioè noi di Scelta Civica. C’è un uomo, poi, che può unirli davvero all’interno di un impegno politico di grande aggregazione istituzionale e politica: il ministro Riccardi». Altro punto dolente e scottante della campagna, chi rimborserà l’Imu? «Visto che si va verso un governo di Larghe Intese o di Grande Coalizione, destinato a coinvolgere anche il Pdl, dovrebbe pensarci lui, Silvio Berlusconi. L’Imu la dovrà restituire con i suoi soldi».
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