Mineo (Pd): “C'è un dialogo tra me, Tocci, senatori Pd ed ex 5Stelle. Meglio loro che Giovanardi e Formigoni!”

01 marzo 2014 ore 10:21, Andrea Barcariol
di Andrea Barcariol “Mi trovo più a mio agio con Campanella, Orellana o Bocchino, che conoscono i dossier, piuttosto
Mineo (Pd): “C'è un dialogo tra me, Tocci, senatori Pd ed ex 5Stelle. Meglio loro che Giovanardi e Formigoni!”
che con l’ideologo del no che è Giovanardi, con il peggior ministro del lavoro che abbiamo mai avuto che è Sacconi o con il presidente Formigoni, ben noto per la gestione della Lombardia. Io voglio lavorare con queste persone. Non c’è niente di scandaloso…”. Non usa giri di parole il senatore del Pd Corrado Mineo, intervistato da Intelligonews che apre in maniera chiara ai dissidenti 5 Stelle. “C’è una nuova manifestazione di dissenso che è molto interessante e che noi seguiamo con attenzione”. Sull’ipotesi di accordo civatiani, Sel, Grillo, il senatore è possibilista: “Vediamo cosa farà Sel. Sarebbe interessante se nascesse una realtà nuova”. Si sta delineando un governo con tre maggioranze: una per la gestione ordinaria, una per le riforme istituzionali e una con una sinistra più radicale formata da Civatiani, Grilli e Sel? «A ben vedere tre maggioranze c’erano già: una era quella con il Nuovo Centro Destra, l’altra era con Berlusconi per tenere a bada Ncd, la terza era quella con i grillini. Altrimenti che senso aveva rivolgersi affettuosamente in streaming con Grillo? Che l’extraparlamentare leader del Pd e del governo poteva giocarsi la carta dei grillini per dire: ora basta, fate le riforme, voi privilegiati. Adesso la situazione cambia, questa è una legislatura in movimento, sono finite le larghe intese, è un governo politico, Alfano non è vicepremier, è finita l’unità della destra. L’altro equivoco è quello del Movimento 5 Stelle che ha avuto una delega per realizzare quello che il Parlamento e i partiti non riuscivamo a fare e poi l’ha completamente congelata in un delirio melanconico. C’è una nuova manifestazione di dissenso non contro, ma in nome dei valori deI Movimento 5 Stelle, che è molto interessante e che noi seguiamo con attenzione». Diventerà questa una nuova maggioranza? «E’ molto presto per dirlo, per parlarne, i 5 Stelle hanno votato contro la fiducia a Renzi mentre io ho votato a favore perché c’è un Italia che ha bisogno di smuoversi. Sicuramente c’è un dialogo tra me Tocci, e altri senatori del Pd con i 5 Stelle». Anche Sel può fare parte di questa ipotetica nuova maggioranza? «Vediamo cosa farà Sel. Sarebbe interessante se nascesse una realtà nuova che, al di là delle diverse collocazioni e dei diversi modi di sentire, concordasse sul fatto che bisogna agire e votare almeno i provvedimenti buoni. Ma lo vedremo». Piuttosto che un governo di questo tipo non sarebbe stato meglio votare? «Io, come Pippo Civati, avrei preferito andare al voto, è evidente. Alla fine si è scelto di non andare a votare e di continuare. Addirittura il programma di Renzi è di governare per tutta la legislatura. Spero ci sia una grande capacità del premier, perché un’altra delusione sarebbe drammatica per l’Italia». Ieri ha dichiarato che vuole «aiutare» i grillini dissidenti a formare un nuovo gruppo. Che intende con questo termine? «Aiutare può essere equivocato. Io discuto con queste persone come avrebbero discusso con loro Moro o Berlinguer. E’ una grande questione democratica quella che si pone, farla cadere o finirla per convenienza immediata è un errore». Quindi lei concorda pienamente con i dissidenti grillini? «Grillo farà una campagna per le europee bugiarda, fanatica, contro l’Europa, ma non di un rivoluzionario che è disposto veramente a uscire, ma di uno che vuole soltanto dire che gli altri fanno schifo. E tu invece che fai? Ha bloccato un quarto degli elettori per tutto un anno e vuole continuare a farlo. Il fatto che ci sia una parte di persone che dicano basta, è una grande questione di democrazia. Io voglio lavorare con queste persone, tra l’altro, mi trovo più a mio agio con Campanella, Orellana o Bocchino, che conoscono i dossier, piuttosto che con l’ideologo del no che è Giovanardi, con il peggior ministro del lavoro che abbiamo mai avuto che è Sacconi o con il presidente Formigoni, ben noto per la gestione della Lombardia. Non c’è niente di scandaloso in questo se poi voi lo trasformate in “C’è subito un gruppo” questo non è vero, perché le diverse coalizioni discutono. Il parlamento è il posto dove si discute».
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