Causin: "Iva al 22% è una cambiale del Berlusconi-Schettino. Lo dica in Uganda che è un liberale..."

01 ottobre 2013 ore 13:28, intelligo
Causin: 'Iva al 22% è una cambiale del Berlusconi-Schettino. Lo dica in Uganda che è un liberale...'
di Andrea De Angelis «Quando Berlusconi nel 2011 è scappato a gambe levate dal Governo come Schettino dalla Concordia, ha scritto una lettera all' Unione Europea dove prometteva di introdurre l'Imu e di alzare l'Iva al 22%». Così Andrea Causin, parlamentare di Scelta Civica, intervistato da IntelligoNews, commenta l'aumento dell'Iva che tanto preoccupa famiglie e imprese. Il responsabile per Causin è, dunque, uno solo: «Bisogna dire agli italiani la verità: quello a cui stiamo assistendo in questi giorni non è altro che la cambiale di Berlusconi che va in pagamento». Poi l'affondo finale: «Vada a raccontarlo in Uganda che il Pdl è liberale come lo è la Cdu tedesca: tra lui e la Merkel c'è una differenza incredibile». L'Iva è aumentata. Per settimane è stato uno dei temi più scottanti, ma ora fatta la frittata, indipendentemente da chi fosse ai fornelli, l'argomento è un po' messo da parte. Scelta Civica come vede quello che in passato ha definito uno schiaffo a famiglie ed imprese? «Il mio partito sulla questione dell'Iva vuole raccontare la verità agli italiani. Silvio Berlusconi quando nel novembre del 2011 scappò a gambe levate perché la situazione del bilancio era insostenibile, prima di andare via scrisse una lettera all'Europa nella quale dichiarava il suo impegno a introdurre l'Imu e ad aumentare l'Iva prima al 21% nel 2012, e poi al 22% l'anno seguente. Quindi quello a cui stiamo assistendo in questi giorni non è altro che la cambiale di Berlusconi che va in pagamento...».
Causin: 'Iva al 22% è una cambiale del Berlusconi-Schettino. Lo dica in Uganda che è un liberale...'
Causin: 'Iva al 22% è una cambiale del Berlusconi-Schettino. Lo dica in Uganda che è un liberale...'
Dunque l'uomo del contratto agli italiani dimentica di mostrare agli stessi una lettera che, stando alle sue parole, ha un valore enorme?
«Nel novembre 2011, quando Berlusconi scappò come Schettino dalla Concordia con tutto il suo equipaggio, scrisse all'UE che avrebbe introdotto l'Imu ed aumentato l'Iva al 22%. Il resto sono chiacchiere». Il responsabile dunque è uno solo? «Certamente, il responsabile è Berlusconi, lo stesso che non ha avuto il coraggio di fare le riforme e che quando ha visto affondare la nave è sceso lasciando le cambiali agli italiani». Dunque, questioni giudiziarie a parte, le responsabilità politiche ed economiche del leader del Pdl sono per lei un dato oggettivo che ha contribuito in buona parte alla crisi in cui versa il Paese? «Non è un mio pensiero, è la verità ed è nostro preciso dovere dirlo agli italiani. La racconteranno i libri di storia tra una ventina d'anni...». Qual è il centrodestra con cui vorreste confrontarvi e magari dialogare in futuro? «Se il rapporto sarà ancora padroni - servi come è in questo momento non cambierà nulla. Ricordo che i parlamentari del Pdl, rispondendo all'ordine di dimissioni del loro capo, hanno violato il vincolo di mandato. Con il populismo berlusconiano non c'è alcuna possibilità di costruire un centrodestra moderato e liberale come quello di altri Paesi europei». Si riferisce alla Germania? «Dire che il Pdl è come la Cdu tedesca è assurdo, può andarlo a raccontare in Uganda, non certo in Italia... Tra lui e la Merkel c'è una differenza incredibile: intanto lui è un liberale che non fa politiche liberali, al contrario della cancelliera tedesca». Chi vede come leader dei liberali in Italia? «I liberali in Italia sono molti e presenti in vari schieramenti politici. L'unico uomo che ha provato ad essere loro leader, e ci è anche parzialmente riuscito, è Mario Monti, persona che come poche altre incarna il pensiero liberale in Italia e in Europa. Poi è chiaro che quando ci si confronta alle elezioni con due partiti che hanno usufruito di due miliardi e mezzo di euro in venti anni senza doverne rendicontare uno, puoi anche essere bravo e liberale, ma se usi le frecce e gli altri usano i carri armati l'esito è scontato. Sono molto fiducioso però degli italiani: non si faranno ancora prendere in giro per molto tempo...».
autore / intelligo
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