Comi (Fi): “Donne Pd capilista? Solo spot. Vi spiego chi sono la Moretti, la Bonafè e la Mosca..."

10 aprile 2014 ore 14:12, Lucia Bigozzi
Comi (Fi): “Donne Pd capilista? Solo spot. Vi spiego chi sono la Moretti, la Bonafè e la Mosca...'
Il modello ‘femminista’ del Pd? “Spot elettorale e mossa per eliminare i capilista bersaniani”. Lara Comi, europarlamentare di Fi,  a Intelligonews affonda il coltello nelle pieghe-piaga del dopo-annuncio di Renzi all’insaputa del partito, ma non si sottrae all’analisi dentro Fi che invece avrà uomini a guidare le liste per Strasburgo: “Prima il merito, poi il genere”. E sul Silvio-day…
Onorevole Comi, Renzi a insaputa del Pd candida 5 donne capolista per Strasburgo. Mossa propagandistica o da donna condivide la scelta di Renzi? «Non essendo a favore delle quote rosa ma per il criterio in base al quale i capilista vengono scelti per le capacità, la presenza e l’impegno sul territorio, dico che per me se sono uomini o donne fa poca differenza. Prima la selezione per il merito, poi se sono donne sono contenta ma non considero il genere il criterio prioritario». Giovanardi (Ndc) dice che la scelta del leader dem è uno “specchietto per le allodole”. Per una volta sarà d’accordo col suo ex collega di partito. «Anche io penso che sia più uno spot elettorale, ma aggiungo che è un modo per eliminare capilista che erano bersaniani, perché anche alle elezioni politiche abbiamo visto che molti capilista erano bersaniani, cuperliani o come si definiscono al loro interno: Alessandra Moretti era bersaniana, poi si è avvicinata ai renziani e per questo passaggio viene premiata. A me piace la coerenza: ammiro Simona Bonafè renziana da sempre e su questo confermata. Quanto ad Alessia Mosca, lei è lettiana e magari la scelta deriva da un’esigenza di compensazione per quell’#enricostaisereno di Renzi che ha poi portato Letta fuori da Palazzo Chigi. Spero che non lo dica anche alla Mosca che mi sta simpatica e con la quale ho lavorato assieme su alcuni temi. Anzi, proprio per augurarle un ‘in bocca al lupo’ le direi #alessianonstareserena perché visto la fine che ha fatto Letta, auspico che il partito poi non si comporti così anche con te». Perché esclude a priori quella che da molti osservatori politici viene salutata come una vera innovazione? «Un conto è essere capolista in una lista bloccata, un conto è esserlo in un sistema di preferenze. I conti si faranno alla fine, il 26 di maggio. Mettiamo poi che uno che sta al secondo posto o al 19esimo prenda più voti del capolista: che succede nel Pd? E che succede all’interno del partito o nei comportamenti in Aula dei parlamentari, o negli equilibri di governo se un bersaniano prende più voti di un capolista messo da Renzi? Un conto è avere liste bloccate, altro andare e stare sul territorio a contatto con la gente e i problemi da risolvere. Non per questo, però, non faccio un grande in bocca al lupo a queste giovani ragazze affinchè possano essere elette, ma glielo faccio anche perché spero che Renzi abbia utilizzato il criterio di merito e non di genere. Altrimenti, sarebbe un errore». Se il Pd è ‘femminista’, Fi è ‘maschilista’ visto i nomi tutti di uomini, che circolano alla guida delle liste. E’ così? «No, semplicemente perché noi non valutiamo il concetto di genere come prioritario. Le faccio un esempio: Tajani commissario uscente per quale motivo non dovrebbe essere capolista e al suo posto si dovrebbe mettere una donna solo perché è donna? Tajani ha lavorato benissimo e ha dimostrato sul campo competenza e merito». Se merito e radicamento territoriale sono la regola, cosa mi dice di Giovanni Toti capolista al Nord Est? «Toti è consigliere politico del leader di Forza Italia, di conseguenza ha una valenza e una rappresentanza per il partito e per il premier. Non essendoci Berlusconi candidato, ne rappresenta un po’ il portavoce come sua candidatura». Silvio-day: cosa vi aspettate dalla decisione del tribunale e quale effetto politico avrà? «Avrà sicuramente un effetto dentro il partito: dalla magistratura non ci siamo mai aspettati regali e men che meno il fatto che la legge sia uguale per tutti, perché per Berlusconi evidentemente non funziona così. Io mi aspetto la peggiore delle ipotesi, anche perché sarebbe strano che venisse scelta una condizione normale». Cioè una restrizione totale? «Mi aspetto questo ma mi auguro che Berlusconi possa avere l’agibilità politica per fare la campagna elettorale». E sugli effetti politici? «Glielo posso dire solo dopo che conosceremo la decisione del tribunale…».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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