Scalfarotto (Pd): «Renzi-Letta: mestieri diversi, lavoro comune. Ecco la nostra agenda. Forconi? Protesta distruttiva»

10 dicembre 2013 ore 15:57, intelligo
Scalfarotto (Pd): «Renzi-Letta: mestieri diversi, lavoro comune. Ecco la nostra agenda. Forconi? Protesta distruttiva»
di Claudia Farallo.   «Possono lavorare benissimo insieme, sono due persone capaci e competenti, stanno facendo due mestieri diversi e possono essere complementari». Ecco come Ivan Scalfarotto, deputato e vicepresidente del Pd, commenta a IntelligoNews il rapporto tra Letta e Renzi. «Il Pd porta sulle sue spalle l’onore e l’onore di rappresentare la forza prevalente del governo, il che porta con sé la maggioranza dei successi come degli insuccessi», fa notare Scalfarotto, che nella nuova segreteria vede «un cambiamento culturale, perché si deve capire che a 35 anni non si è giovani». E, tra una risata e una battuta, il vicepresidente del Pd risponde anche a Scilipoti.   Come vede il rapporto Letta-Renzi? «Non vedo particolari problemi. Possono lavorare benissimo insieme, sono due persone capaci e competenti, stanno facendo due mestieri diversi e possono essere complementari. L’azione del governo potrà rafforzarsi in presenza di un Pd più forte e autorevole». Alfano ha proposto diversi punti che sembrano voler iniziare con il piede giusto il dialogo con il Pd guidato da Renzi, così da portare a termine il programma per il 2014 e poi andare a elezioni nel 2015. «Il Presidente del Consiglio, quando ha chiesto la fiducia, ha parlato di un tempo di 18 mesi, quindi questa scadenza non se la inventa Alfano. Detto ciò, siamo al governo insieme, quindi bisognerà trovare dei punti d’accordo sulle cose da fare. Ma il Pd porta sulle sue spalle l’onore e l’onore di rappresentare la forza prevalente del governo, il che porta con sé la maggioranza dei successi come degli insuccessi. Il partito dovrà sostenere il governo con lealtà, ma anche agire da pungolo per fare in modo che possa portare a casa i risultati». Le sono piaciuti i nomi della nuova segreteria? «Mi sono piaciuti molto. Tra l’altro, ce ne sono alcuni che non sono noti al grande pubblico ma che conosco bene, essendo vicepresidente del partito, come Filippo Taddei o Francesco Nicodemo, che non sono parlamentari e forse non conosciutissimi, ma potranno riservare delle belle sorprese. La prevalenza femminile è molto importante, soprattutto per l’età media sotto i 40. È un cambiamento culturale, perché si deve capire che a 35 anni non si è giovani. A 35 anni, come in tutti gli altri Paesi d’Europa, si è in grado di avere delle importantissime responsabilità, già lavorative e familiari, e perché no politiche». Come ha accolto Renzi il suo appello sulle unioni gay? Ci potrà essere un’accelerazione? «I numeri in Parlamento sono sempre gli stessi. La cosa da fare immediatamente è approvare le leggi contro l’omofobia e farle approvare anche dal Senato. Dopo di che, dobbiamo mettere in cima alle priorità, cosa che Renzi ha fatto, il riconoscimento di pieni diritti alle coppie dello stesso sesso. Renzi dice che, al di là che si chiamino matrimoni o unione, a condizione che il contenuto dell’istituto giuridico sia identico, non c’è un problema. Io tendo a preferire che si chiamino matrimoni, però il fattore prevalente è l’urgenza. Non vorrei dover aspettare 20 anni in più per ottenere il fatto che si chiamino matrimoni, ma vorrei dei diritti subito. Quindi più che impiccarmi alla parola, che pure è importante, la cosa che mi sembra importante è che ci sono forse centinaia di migliaia di coppie che aspettano di essere riconosciute nella loro dignità e nel loro status giuridico». Poco fa abbiamo intervistato il senatore Scilipoti, secondo il quale molti voti andati a Renzi sono di destra. Come risponde? «Rispondo a Scilipoti… (ride). Diciamo che non è un’obiezione molto innovativa questa del senatore Scilipoti. Questa osservazione si richiama una politica fortemente identitaria, dove le persone appartengono in senso fisico a un partito che poi votano tutta la vita. Questo poteva essere vero nel ‘900, ma non è più così. C’è una grande parte del corpo elettorale che è disponibile a guardare le proposte politiche offerte e scegliere in base a quello. Se tu riesci a convincere solo quelli che sono già convinti, e quindi parli solo al tuo interno, sei destinato a perdere sempre. Come ha detto Renzi, l’obiettivo è avere gli elettori del centrodestra e non i ministri di centrodestra. L’anno scorso è successo esattamente l’inverso. Riuscire a parlare con queste persone e convincerle della bontà delle nostre opinioni, facendogli cambiare idea, è una dote straordinaria, che non solo non va sottovalutata, ma celebrata». Cambiando argomento, come giudica la Protesta dei Forconi? «Sarebbe gravissimo sottovalutare il fatto che stiamo nel mezzo di questa crisi colossale, inedita e inaudita. Sicuramente il governo e il Pd dovranno occuparsi del fatto che larghe fasce della popolazione sono in uno stato di vera e propria disperazione. Ma non posso non pensare al fatto che ci sono vari modi per protestare: negli ultimi giorni c’è stato chi ha protestato mettendosi in fila e scegliendo e chi bloccando i caselli autostradali. Ci sono influenze che vogliono far passare il messaggio che la politica che non funziona va sostituita con nessuna politica, quindi con la distruzione delle istituzioni, come fa Grillo. Da una parte c’è chi fa i Vaffa-Day e dall’altra parte milioni di italiani che scelgono un’alternativa, e lo fanno pur esprimendo un forte disagio, perché è chiaro che il 70% di voti a Renzi rappresenta un’esigenza di cambiamento irrefrenabile. Ma protestando in modo distruttivo, in un momento di impoverimento del Paese, si produce un ulteriore impoverimento culturale, politico e alla fine anche economico».
autore / intelligo
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