Borghezio (Lega): “La Svizzera non farà la fine dell’Italia. Maroni difenderà i nostri frontalieri. Berlusconi convertito…”

10 febbraio 2014 ore 17:34, Lucia Bigozzi
Borghezio (Lega): “La Svizzera non farà la fine dell’Italia. Maroni difenderà i nostri frontalieri. Berlusconi convertito…”
Berlusconi con Borghezio e la Le Pen contro Bruxelles? Parallelismo ardito ma non 'marziano', specie dopo il referendum anti-immigrati passato in Svizzera perché “il fronte che dice no a questa Europa e questo euro sta crescendo” dice soddisfatto a Intelligonews Mario Borghezio, europarlamentare padano che allarga il tiro al duello Letta-Renzi, passando per il Colle…
Onorevole Borghezio, in Svizzera dicono no agli stranieri. Lei sarà contento. «Visto dall’occhio della politica europea l’esito del referendum è uno schiaffo senza paragoni agli errori e alla confusione mentale di chi ci governa a Bruxelles perché sul tema immigrazione ha dimostrato di non saper governare un fenomeno importante ed estremamente pericoloso. Rispetto a noi, padani o italiani, gli svizzeri hanno una grande fortuna… ». Quale? «Hanno la possibilità di esprimersi su temi così dirimenti in maniera diretta con un referendum e ci dicono che non vogliono questa immigrazione e questa Europa». Ma il no svizzero riguarda anche i 60mila frontalieri italiani che ci lavorano e le nostre imprese che contribuiscono al benessere degli svizzeri. Come la mette? «Le aziende svizzere sanno che il nostro personale è qualificato, ne hanno bisogno. Il vero problema riguarda l’immigrazione selvaggia: non vogliono fare la fine dell’Italia». Come difendere i nostri frontalieri? «Maroni si è già mosso anche perché la maggiorparte dei frontalieri proviene dalla Lombardia e in parte dal Piemonte. Dovremo difendere il sistema di restituzione delle tasse pagate in Svizzera sui comuni di confine. Per quanto riguarda i posti di lavoro non credo che vi saranno ripercussioni: per quanto la Svizzera cominci a sentire una eco – seppure minima – della crisi, rispetto a noi loro stanno come dei pascià. Semmai il problema occupazionale può riguardare al 90 per cento quei lavori che di solito gli autoctoni non fanno più e che svolgono gli extracomunitari. Il terzo aspetto riguarda le nostre imprese che delocalizzano per non morire di tasse in Italia: qui servono atti concreti come ad esempio la creazione di un’area fiscale agevolata nelle fasce territoriali di confine in modo da sostenere i nostri imprenditori. Se uno di Luino sa che a dieci minuti di macchina le tasse sono la metà non si può criminalizzare se varca il confine con la sua azienda». L’esito del referendum aprirà una crisi politica tra Bruxelles e Ginevra? «Sentiremo le grida manzoniane dei burocrati di Bruxelles che dopo averci imposto questo euro, l’austerity e il rigore, dovranno fare i conti con un piccolo Stato indipendente che tutela e ascolta il proprio popolo. Accade così nella libera Svizzera…». Mica tanto libera se vieta la libera circolazione delle persone… «La vera libertà è scegliere le proprie politiche. Noi siamo liberi di subire, loro sono liberi di fottersene…». Nuvoloni sul Colle dopo le anticipazioni del libro di Friedman sull’operazione governo-Monti? «Peccato che siano uscite oggi e non tre giorni fa perché a Napolitano in visita al parlamento europeo gliene avremmo chiesto conto. E’ un retroscena che ci fa comprendere molto bene come si muovono le fila del potere: il vero potere non è quello dei dibattiti tv ma quello degli incontri riservati e forse non a caso, i protagonisti sono in sintonia col Club Bilderberg». Forza Italia sugli scudi, grillini con l’impeachment in parlamento: è possibile una triangolazione Berlusconi-Grillo-Salvini quando ci sarà da votare? «Sono valutazioni che a caldo non mi sento di fare. Certamente la Lega ha sempre difeso il principio di sovranità popolare, le regole della democrazia e della trasparenza; per questo saremo molto severi sugli aspetti emersi». Sarete invece meno severi sull’Italicum visto che contiene il ‘salva-Lega’? «Salvini è stato molto chiaro: andiamo avanti per la nostra strada, ci batteremo per le preferenze e la trasparenza. Non cambieremo posizione per via di queste modifiche. Restiamo fortemente contrari a una legge che sa di inciucio». Settimana decisiva nel duello Renzi-Letta: chi vince e chi perde? «Bella lotta… induce al pessimismo il fatto che il destino del nostro paese sia segnato da diatribe interne a un partito che non stimo e non dà garanzie di agire nell’interesse degli italiani. Davanti a tutto questo caos bisogna tornare al voto». Marine Le Pen esulta per il referendum svizzero, Salvini ne vorrebbe fare uno in Italia: pensa che questa consultazione possa alimentare ulteriormente il fronte anti-europeista? «E’ un fronte ampio: dalla Le Pen agli olandesi, ai fiammighi solo per citarne alcuni. Un fronte sulla cresta dell’onda anche a seguito dell’esito del referendum. Non a caso lo slogan che ci unisce è ‘l’Europa dei popoli’, l’Europa delle libertà contro quella delle banche». C’è poi la “news entry” Berlusconi… «E’ l’ultimo arrivato anche se gli elettori devono ricordare che le norme europee sono state votate entusiasticamente dai berlusconiani. Diciamo che si tratta di una buona conversione. Speriamo che duri…».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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