Pezzopane (Pd): “Caro Salvini, chiudere le porte delle città agli immigrati è roba da Medioevo”

10 giugno 2014 ore 12:03, Lucia Bigozzi
Pezzopane (Pd): “Caro Salvini, chiudere le porte delle città agli immigrati è roba da Medioevo”
L’altolà di Salvini agli immigrati nelle città governate dalla Lega fa trasalire la senatrice Stefania Pezzopane (Pd) che sbotta: “Chiudere le porte delle città si faceva nel Medio Evo. Messaggio assurdo, pericoloso. No alla caccia all’immigrato”. A Intelligonews commenta il ‘cartellino rosso’ dell’Onu all’Europa sull’emergenza immigrazione, senza sottrarsi ai motivi del perché il Pd ha perso in tre città-simbolo: Livorno, Perugia e Padova.
Senatrice Pezzopane, l’ordigno artigianale esploso davanti alla sede del Pd di Firenze, tra l’altro la sezione dove il premier Renzi ha iniziato la sua attività politica, che segnale è per il suo partito e per la politica? «Mi preoccupa molto. Quando ci sono espressioni di violenza nei confronti di istituzioni e come in questo caso di un partito, c’è qualcosa che non va: ci sono processi da parte di organizzazioni o processi mentali di singoli che vanno subito indagati e perseguiti. Se poi consideriamo che la sede del Pd a Firenze è proprio il luogo dove Renzi ha iniziato le sue prime e importanti esperienze politiche, forse il segnale è ancora più grave e diretto. Quindi, è bene che le forze dell’ordine risalgano a chi ha voluto dare questo segnale e perchè, oltre a verificare se ci sono pericoli per la nostra democrazia oltrechè per la persona - non solo presidente del Consiglio ma anche segretario del Pd- alla quale, in qualche modo il messaggio era diretto». Analisi post-voto. Perché il Pd ha perso a Livorno, Perugia e Padova, oltretutto equamente 'ripartite' tra M5S, centrodestra e Lega? «Sicuramente ci sono motivi contingenti legati al luogo, alla situazione specifica di un territorio. In altre città abbiamo avuto una grande affermazione; ricordo che in Abruzzo abbiamo conquistato Pescara dopo anni di malgoverno del centrodestra e lì il centrodestra era agguerritissimo. Lo stesso vale per molti Comuni strappati al centrodestra. Certo, sono dati da non sottovalutare, sia a Padova e soprattutto a Livorno dove storicamente il centrosinistra ha sempre governato. Quando ci sono elezioni amministrative io sono sempre molto attenta a fare discorsi generali perché è necessario, invece, guardare alle dinamiche locali: se il centrosinistra è diviso perdiamo, quando è unito stravinciamo. L’esempio più eclatante che ho sofferto molto è quando perdemmo Bologna. E trovo pericoloso anche il fatto di andare divisi al primo turno per poi arrivare all’apparentamento al ballottaggio perché è difficile ricomporre un’intesa dopo settimane di insulti tra i candidati. Adesso i gruppi dirigenti locali dovranno ragionare su come uscire da una situazione difficile; nel complesso il Pd ha ottenuto un risultato molto importante in moltissime città; direi perfino preoccupante considerata la responsabilità che i cittadini ci hanno assegnato». L’Onu richiama l’Europa sull’emergenza immigrazione sostenendo che non può essere un problema solo dell’Italia ma va gestito a livello internazionale. Al netto del richiamo, però siamo ancora alle parole. Intanto i sindaci lamentano situazioni al collasso nelle città e oggi Fassino incontra Alfano. Che idea si è fatta? «L’appello dell’Onu è un richiamo increscioso a un’Europa silente e assente. E’ una brutta figura per l’Europa che si fa richiamare dall’Onu dopo i richiami del governo italiano e dei cittadini, delle istituzioni locali che stanno soffrendo e affrontando da tempo una situazione più grande di loro. Ora, però, è cambiato lo scenario in Europa, è cambiato il parlamento europeo e cambierà anche la presidenza della Commissione europea: mi auguro che il richiamo dell’Onu non cada nel vuoto. Fa bene Fassino a porre energicamente la questione al governo; non si può più fare melina su questo. Oltre all’aspetto umanitario che è importante, lo è altrettanto la tutela delle popolazioni che si fanno carico di situazioni gigantesche: qui si tratta di popoli migranti che continueranno a muoversi nei prossimi anni. Far finta di niente, chiudere le frontiere o non affrontare le problematiche di chi scappa dal terrore e dalla morte, è un approccio inaccettabile, insopportabile e soprattutto stupido». Salvini a Intelligonews ha detto che nelle città governate dalla Lega non entrerà nemmeno un immigrato. Cosa risponde? «Chiudere le porte delle città si faceva nel Medio Evo. Le città non sono del sindaco ma dei cittadini; e le nostre città sono ormai cosmopolite. Quello di Salvini è un messaggio assurdo, pericoloso che non fa altro che aumentare il livello di rabbia e insofferenza tra la gente. Ed è grave che arrivi da un esponente politico nazionale. Dal sindaco di Padova ci si aspetta che insieme agli altri sindaci faccia politiche per affrontare seriamente la situazione, non che scateni la caccia all’immigrato».
autore / Lucia Bigozzi
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