Spread, PIL, Bond, Rating, default: caos o opportunità?

10 luglio 2013 ore 12:25, intelligo
Spread, PIL, Bond, Rating, default: caos o opportunità?
di Francesco Martire. Spread , PIL, default, Bond, Rating, termini tecnici economici , persino belli da pronunciare ma che riassumono  un concetto semplice e severo: noi italiani (e non solo) siamo diventati più poveri! Diciamo di un 50/100 rispetto agli standard degli ultimi 40 anni, come dire, mezza porzione della quota di benessere a cui ci eravamo abituati, per cui : mezze ferie, mezza cilindrata, mezzo pieno di benzina, mezzo guardaroba, mezza pizza, mezza/o amante.. eh sì!  Una condizione, questa, che  riguarda la stragrande maggioranza della popolazione ridotta ormai sull’orlo di una crisi di nervi.  Per contro, siamo sicuri che questa recessione sia il peggio che ci potesse capitare o vi sono risvolti positivi da considerare? Giusto per non deprimerci troppo e non arrenderci al “Prozac”. Ipotizziamo che l’economia avesse continuato  a crescere, con tutti gli indici di segno più, sarebbe filato tutto liscio? Non è detto! Citiamo alcune emergenze che facevano capolino sullo scena italiana: La madre di tutte le invasioni , ad opera  di popoli provenienti  dalle aree povere del mondo di proporzioni immani (milioni e milioni), veri e propri tsunami antropici, di cui è facile immaginare le conseguenze devastanti. Un bicchiere può contenere l’acqua dell’oceano? Chiaramente no! Incremento delle cattive abitudini  tra i giovani sospinti da euforia immatura, come : alcolismo, droghe sintetiche, oppiacei , gioco d’azzardo, insofferenza al  lavoro  organizzato , inclinazione al bamboccismo , propensione al bullismo (come antidoto alla noia). Consumi energetici  e produzioni inquinanti fino al tracollo eco- ambientale e le derivanti patologie. Deturpazione del territorio da colate di cemento , abusivismi edilizi persino sulle aree marittime  e  stravolgimento delle identità  geografiche dei luoghi, tanto  da renderli inappetibili alla domanda turistica (risorsa italica per eccellenza) e la lista non finirebbe qui! Senza essere tifosi della “recessione” o  della “decrescita”, felice o triste che sia, va detto però che dalla loro comparsa si comincia a registrare un “risveglio delle coscienze” . E’ lampante che l’uomo qualunque (la generalità dei cittadini) sta vivendo l’attuale crisi con buonsenso e lucidità (casi limite a parte) e prendendo in prestito il detto della moglie e della botte il cittadino, oggi, non bada più alla moglie ubriaca ma si concentra sulla botte ed il suo contenuto, come un bevitore  attento al vino che  mesce con oculatezza per non farlo traboccare dal recipiente. In futuro, da esseri più evoluti, capiremo che non è il benessere che va  messo in discussione (il necessario va garantito a tutti) ma l’uso che se ne fa! Se la crescita dell’economia  proviene da uno sviluppo che mi avvelena l’acqua che bevo e mi sottrae la naturale cadenza delle stagioni o mi fa respirare polveri sottili invece che aria pura, non sarebbe il caso di rivederne le formule ed i parametri? Come non prestare attenzione all’aforisma di uno dei sette saggi (Talete) “ottima è la misura” o al concetto  aristotelico di “armonia e misura” valido per ogni equilibrio.    
autore / intelligo
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