Transatlantico, 24h di stop aspettando il “giorno del giudizio”. Pdl sugli scudi ma prevale il buonsenso

10 luglio 2013 ore 16:30, Fabio Torriero
Transatlantico, 24h di stop aspettando il “giorno del giudizio”. Pdl sugli scudi ma prevale il buonsenso
Gli effetti della sindrome da Aventino a decisione presa, pesano e non poco sul clima di incertezza che si respira in Transatlantico. L’Aula ha votato la sospensione dei lavori chiesta da Scelta Civica per evitare che il Pdl come annunciato stamani, bloccasse l’attività parlamentare alla Camera e al Senato.
Il gruppo guidato da Renato Brunetta in versione pompiere (variante anomala per il falco berlusconiano) puntava a tre giorni di “moratoria” per riflettere sul da farsi e dare tempo a senatori e deputati di riunirsi in assemblea permanente. Proposta corretta: da tre giorni si è scesi a uno. Domani pomeriggio, salvo sorprese che nel clima di queste ore nessuno si sente di escludere, i lavori parlamentari riprenderanno regolarmente. Sul voto scoppia la bagarre. E nel mirino finisce il Pd che accoglie la richiesta del Pdl. I grillini insorgono, si sfiora la rissa tra deputati di opposte fazioni, volano gli insulti, proteste-show davanti alla Camera, quasi in contemporanea con la conferenza stampa-fiume di Grillo al Senato (dopo il faccia a faccia con Napolitano al quale era presente anche Casaleggio). In Transatlantico si alternano umori altalenanti: disfattisti, costruttivi e cerchiobottisti. Un giorno di stop è l’esito finale: da tre a uno. Giorno del giudizio? Nessuno si sbilancia apertamente: in molti non vogliono sentir parlare di “sindrome” da Aventino perché “qui non c’è un Mussolini”, altri accennano ma solo a mezza bocca al “giorno del giudizio”. Certo è che domani il Pdl dovrà prendere una posizione chiara in base alla quale si capiranno meglio i giochi che si stanno delineando: o spezza la corda, o prova ad alzare il tiro oppure sceglie la via del buon senso che tutti richiamano. Il dato politico concreto è che nella maggioranza delle larghe intese Scelta Civica si sta ritagliano un ruolo di “cerniera”, responsabile. In fondo avrebbe potuto schierarsi con la sinistra o coi grillini ma ciò che la parlamentare Paola Binetti ha anticipato a Intelligonews conferma il ragionamento quando dice che un giorno di sospensione serve “non come rottura ma come decantazione”. Per il “giorno del giudizio” si dovrà attendere il 30 luglio, cioè il pronunciamento della Cassazione sulla vicenda diritt-tv. Lo lascia intendere Vincenzo Piso, parlamentare Pdl: “Il vero giorno del giudizio sarà il 30 luglio, in quel giorno avverranno i giochi veri e lì si deciderà la tenuta del governo. Non escludo una divaricazione all’interno del Pdl tra “falchi” e “colombe” e non escludo una ricaduta pericolosa sul governo”. Barbara Saltamartini (Pdl) si concentra sullo stop giornaliero dell’attività parlamentare: “Questo rinvio non deve servire a spaccare ma a favorire una riflessione da parte di tutti. Non vale solo per noi del Pdl, ma vale per tutti. La questione non è il problema di un uomo, bensì il problema del rapporto tra politica e magistratura. Non è un fatto che riguarda solo il Pdl ma l’intero sistema politico italiano. Anche il Pd deve riflettere sul tema”. Tutto questo mentre Brunetta, chiamato a fare il pompiere, proprio lui che spesso è uomo di fuoco (nel senso di attacco politico), chiede in Aula al premier Letta (presente per il question time) di anticipare entro la fine del 2013 l’intero importo (40 miliardi) dei pagamenti che la pubblica amministrazione deve alle imprese (attualmente la cifra è ripartita in 20 miliardi entro il 31 dicembre di quest’anno; i rimanenti nel 2014). Segnale non di poco conto in una giornata così convulsa, perché indica che nel Pdl prevale la logica della collaborazione sui dossier strategici e sulle priorità per il paese. Che tradotto vuol dire: non c’è interesse a far cadere il governo Letta. Per ora.
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