Il libro di Torriero: Ti parlo al tramonto, una via per tutti. IL VIDEO

10 luglio 2014 ore 10:06, intelligo
Il libro di Torriero: Ti parlo al tramonto, una via per tutti. IL VIDEO
Un manifesto spirituale, una via da seguire non per uscire da questo mondo nichilista e relativista, ammalato di individualismo sfrenato e mistica dei diritti (il politicamente e il culturalmente corretto, o il buonismo), ma per entrarvi meglio. Viverlo in modo diverso. Possedere una chiave alternativa: gli occhi del cuore e non della mente; il primato del buono e del bello.
Alla presenza di un folto e qualificato pubblico, lo scorso giovedì 3 luglio, presso la sala Margana di Roma, è stata presentata l’ultima fatica di Fabio Torriero, giornalista, saggista, direttore di IntelligoNews. Ancora un’altra fatica, e quasi in contemporanea con l’uscita dell’altro libro “Nazi-buonisti”, che sta incontrando un notevole successo di vendite e recensioni sui media. “Ti parlo al tramonto” (edizioni Terre Sommerse), continua e forse perfeziona la fase intimistica dell’autore, dopo tante pubblicazioni politologiche; fase che ha avuto in “Il mare in un calice”, “Appuntamento al Vittoriale” e “Delle cime e degli abissi, riflessioni sul tempo perduto, ritrovato e giusto”, i propri capisaldi. In “Ti parlo al tramonto”, c’è sempre il ricerca del senso della vita, ma c’è anche molto di più: è la storia di quattro naufraghi che “loro malgrado” rinascono (“il mistero è il senso che non ha bisogno di parole”). E’ la storia di un miracolo che avviene in esilio, inteso come non-luogo, ma che, dopo varie vicissitudini lacrime e sangue, diventa luogo, riscatto. Fabio Torriero, questa volta, si è diviso in quattro: quattro sono i personaggi del libro. Don Antonio, rappresenta la fede senza fede: la frustrazione del cattolico che tenta oggi di evangelizzare la società, oscillando tra errori e fughe dottrinarie. Leonida, rappresenta la morte senza morte, la frustrazione di un intellettuale decadente ed estetizzante, costretto a sopravvivere, facendo il comunicatore per politici orribili di provincia. Anche lui oscillando tra depressione e omelie contro “gli umani-disumani”. Tommaso rappresenta la famiglia senza famiglia: un figlio che cerca il padre che non ha mai conosciuto. Stefania, rappresenta la vita senza vita: fa un viaggio nel passato per esorcizzare i fantasmi di uno stupro che le ha rovinato il suo rapporto con gli uomini, con l’amore, con se stessa. La vicenda si svolge in una paese della Maremma, Val di Castello, paradigma dei mali di oggi. Un omicidio scatena un’antica guerra omertosa contro la verità. La riposta è in una frase misteriosa: “quando ci sono i pipistrelli non ci sono le zanzare”. Il segreto della rinascita dei quattro? Passa attraverso il pianto, il perdono e le prove vissute come occasione di Dio e non tana del diavolo. Leggere per credere.
autore / intelligo
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