Diaspora Fi, Fusaro: “E’ “dispersione organizzata”: chi crede in Dio non può più essere liberale. Il Mercato odia la Famiglia”

10 luglio 2014 ore 11:57, Marta Moriconi
Diaspora Fi, Fusaro: “E’ “dispersione organizzata”: chi crede in Dio non può più essere liberale. Il Mercato odia la Famiglia”
Il filosofo Diego Fusaro
ha un solo nemico, i neo-liberali, e tanti ideali alleati tra cui anche i cattolici perché -questo il suo ragionamento - “oggi chi crede in Dio non può essere liberale”. Oggi che “la violenza ormai è solo il femminicidio e l’omofobia, mai la violenza economica del mercato e della società capitalista”, liberarsi dal liberalismo è una priorità. Tanto più che fa da sponda ad un’attualità grottesca come è successo nel caso Pascale con il berlusconismo ormai in cortocircuito. Poi con un salto il giovane professore parla del conflitto israelo-palestinese e della partita tra Argentina-Germania, che incarna uno scontro che va ben oltre il calcio. Cosa le trasmette l’immagine del bagno di folla della Pascale a Napoli? Di quale società si tratta?Il discorso è lungo e si cadrebbe facilmente nel grottesco. Ormai viviamo in una società in cui si cerca di discutere di tutto fuorché sulle questioni serie: si chiama “dispersione organizzata” volta a far sì che non si vedano mai le contraddizioni reali. La violenza ormai è solo il femminicidio e l’omofobia, mai la violenza economica del mercato e della società capitalista. La vicenda che stiamo prendendo in esame è un classico episodio di dispersione organizzata di destra come di sinistra, per me è bipartisan. Io ho il massimo rispetto per i gay come per gli etero e ognuno è libero di esercitare la propria libertà come meglio ritiene. Però il problema è questo: si vuole trasformare la rivendicazione omosessuale in una sorta di battaglia che occulta le altre lotte, quelle per il lavoro e per i diritti sociali. Queste lotte per gli omosessuali, i transgender, contro cui non ho nulla ripeto, non hanno oggi come obiettivo il riconoscimento del diritto dei gay, ma un altro: distruggere la famiglia tradizionale”.
Diaspora Fi, Fusaro: “E’ “dispersione organizzata”: chi crede in Dio non può più essere liberale. Il Mercato odia la Famiglia”
Diaspora Fi, Fusaro: “E’ “dispersione organizzata”: chi crede in Dio non può più essere liberale. Il Mercato odia la Famiglia”
Perché vogliono distruggere la famiglia tradizionale?
“Perché il capitalismo trionfante odia la famiglia, in quanto prova vivente che l’individuo nasce già in una comunità. Già lo dicevano Aristotele ed Hegel che la comunità viene prima dell’individuo per buona pace della Thatcher e delle retoriche neo-liberali. Il capitale invece vuole distruggere la famiglia e lasciare individui consumatori lontani da ogni logica sociale”. E immersi nelle loro abitudini che producono soldi?Esatto”. Il berlusconismo oggi è in crisi. E’ liberale ma anche cattolico. Ma possono convivere queste due realtà? “Ai tempi di Benedetto di Croce sì: cattolici e liberali potevano convivere. Oggi secondo me no. Ora chi crede in Dio non può essere liberale, perché il liberalismo ormai è il nome che occulta e legittima il monoteismo del Mercato e della Finanza. C’è il passo molto bello del Vangelo di Matteo in cui si dice chiaramente di scegliere o Dio o il Vitello d’Oro. Non si può servire insieme il Dio celeste e quello terrestre”. Fusaro da che parte starebbe? “Partendo dal fatto che o si è cristiani o si è liberali, io francamente tra cristiani e neo liberali scelgo di stare dalla parte dei cristiani. Almeno hanno valori altri rispetto a quelli del Mercato”. Il cattolicesimo, però, si è un po’ sbiadito nel tempo. Il liberalismo lo ha un po’ chiuso nel suo recinto e svuotato in parte?Certamente, i liberali sono portatori del fanatismo della libertà. Concepiscono la loro idea di libertà (quella di scambio e di vendita delle merci) non ne ammettono altre e questo al di là di quello che dichiarano. Poi se li metti in discussione ti danno del nazista. Bisogna liberarsi dal liberalismo secondo me”. A Gaza la situazione è sempre più critica. Per il giovane comunicatore ebreo Pontecorvo, che abbiamo intervistato ieri, è tutta colpa di Hamas. Così si finirà in guerra? E quale sarà il nostro ruolo nel caso in cui la vicenda degenerasse? Chissà se saremo liberi, appunto, di decidere…L’Italia non ha alcuna libertà, seguirà a ruota quello che decideranno gli Usa, cioè di appoggiare Israele. Io sto incondizionatamente dalla parte dei palestinesi. E spiego perché: anche se uno non vuole entrare nel merito di questo caso specifico, se c’è una guerra dove una parte lancia missili nucleari e l’altra tira le pietre, io sto dalla parte di chi tira le pietre”. Argentina-Germania. Per chi tiferà? Per i rigorosi tedeschi o per gli argentini sull’orlo del fallimento? “Premesso che non sono un tifoso di calcio, io simpatizzerò di più per l’Argentina che rappresenta un modello alternativo a quello teutonico. Speriamo in una sorta di rivincita, anche se io sono un grande estimatore della cultura tedesca, da Hegel Nietzsche a Heidegger, ma per ragioni politiche la Germania della Merkel non mi piace!”.
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