Mario Adinolfi: «Sarubbi, Gozi e io, nomi di quel Pd mai nato. Renzi ormai un capo-corrente»

10 maggio 2013 ore 15:13, Marta Moriconi
Mario Adinolfi: «Sarubbi, Gozi e io, nomi di quel Pd mai nato. Renzi ormai un capo-corrente»
«Sarubbi, Gozi e io, nomi di quel Pd, di quell’idea del Pd che non è mai nata». Il tono di Mario Adinolfi è mesto, quasi avvilito. Anche quando con IntelligoNews affronta l'argomento Assemblea del Pd in vista del Congresso. L'ex parlamentare del partito democratico, giornalista e conduttore radiofonico di “Citofonare Adinolfi”, non crede nella svolta che la base si aspetta e anzi accusa: «Si continua a cincischiare facendo melina. Non hanno capito la gravità della situazione». E Renzi, che ha sostenuto per primo, è ormai diventato per lui «un leader di corrente non più destinatario della palingenesi», perché ha sbagliato «il 6 ottobre del 2012 quando ha accettato il regolamento delle primarie». Quanto al possibile traghettatore «Pierluigi (Castagnetti ndr), può svolgere il ruolo con piglio e capacità, ma è una scelta per prendere tempo». Ad un giorno dall’Assemblea, tanti i nomi che circolano sui possibili segretari-traghettatori del Pd fino al congresso. Tra i più gettonati Chiamparino e Castagnetti…  «Pierluigi (Castagnetti ndr), può svolgere il ruolo con piglio e capacità. Ha già fatto il segretario nel Partito Popolare negli anni ‘90. Sicuramente è una scelta che tende solo a prendere tempo». A proposito di tempo, come ha vissuto da ex parlamentare questo ultimo mese del partito? Gozi ha parlato di Pd morto.  «Quello che è successo è il motivo per cui mi non mi sono candidato alle elezioni 2013. Questo partito non è il partito democratico per cui mi sono candidato segretario nazionale alle primarie fondative del 2007: avevamo tutt’altra idea e le premesse erano altre. Qui si è inseguito un modello di partito antico e sbagliato e si prosegue con degli errori analoghi. Almeno dopo il disastro (perché di questo di tratta) della gestione Bersani, ci sarebbe dovuta essere una svolta, invece si continua a cincischiare facendo melina. Non hanno capito la gravità della situazione». Sarubbi ha dichiarato a IntelligoNews che il Pd calzava bene a Veltroni… «Sarubbi, Gozi ed io siamo nomi di quel Pd, di quell’idea del Pd. Mi sono candidato alle primarie 2007 perché  teorizzavo addirittura che neanche Veltroni -che è il leader della vecchia guardia con maggiore lucidità- potesse comunque essere adatto all’avvio del partito. Perché sarebbe dovuto essere qualcosa di completamente nuovo. Invece, i leader dei Ds hanno solo cambiato maglietta e anche qualche popolare che ha approfittato del carro per sopravvivere. Un’offerta politica molto povera». Ipotesi scissione nel Pd. Si avvicina? «Io più che una scissione, vedo di fatto un’implosione. Non so chi si prenderà la responsabilità di rompere, però di fatto il Pd sta inseguendo un modello di partito del tutto sbagliato che non ha nulla a che fare con l’idea iniziale». Renzi, secondo a vita? «Sono stato uno dei sostenitori più accesi della candidatura di Matteo Renzi. Eravamo in 10 o 11, su un gruppo di 205 parlamentari alla Camera, a sostenere la sua candidatura. Proprio per questo mi permetto di dire che dal 6 ottobre del 2012 le ha sbagliate tutte: ha accettato il regolamento delle primarie, fatto apposta per impedirgli che vincesse. Invece avrebbe dovuto rompere e dire: “se questa è la truffa a cui mi volete sottoporre, io chiedo direttamente agli italiani il voto per la leadership”. Invece per essere leali ad un Pd, che non era leale nei suoi confronti, abbiamo fatto tutti, e lui in primis, una serie di errori che lo hanno penalizzato». Quindi Renzi ormai è fuori dai giochi? «E’ diventato un leader di corrente e credo che nessuno dei leader di corrente -in questo momento e in questo scenario- possa ritenersi destinatario della palingenesi. Al massimo può gestire l’esistente».
caricamento in corso...
caricamento in corso...