Lombardia, il M5S contro i vaccini. Per i medici vanno fatti! Altrimenti come in Russia e Albania...

10 marzo 2014 ore 13:53, Micaela Del Monte
Lombardia, il M5S contro i vaccini. Per i medici vanno fatti! Altrimenti come in Russia e Albania...
La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale è intervenuta in merito alla recente proposta del Movimento 5 Stelle sulla sospensione dell'obbligo vaccinale per l'età evolutiva in Lombardia. E con fare deciso ha negato ogni nesso tra questo rimedio e il pericolo per la salute dei cittadini. 
"Le vaccinazioni contribuiscono in modo determinante alla protezione dell'intera collettività: oltre a tutelare la salute dei singoli individui, infatti, esse impediscono la circolazione e la diffusione degli agenti infettivi"  ha affermato Gianni Bona, direttore della Clinica Pediatrica dell'Università del Piemonte Orientale presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria Maggiore della Carità di Novara e vicepresidente della SIPPS. Questo fenomeno, denominato "immunità di gregge", si innesca quando viene superato un livello soglia, specifico per ogni vaccino sulla base della tipologia e della contagiosità di ciascuna malattia, per cui risulta provvista di anticorpi una quota molto elevata della popolazione (solitamente intorno al 90%). "La SIPPS, come altre Società scientifiche, ritiene che il superamento dell'obbligo vaccinale sia ormai maturo, ma questo passaggio non può assolutamente prescindere da una comunicazione puntuale e capillare alla popolazione, unitamente ad un monitoraggio epidemiologico accurato dell'andamento delle infezioni prevenibili con i vaccini disponibili, come è avvenuto in Veneto, l'unica Regione che ha sancito la caduta dell'obbligo" precisa Luciana Nicolosi, responsabile Gruppo di Lavoro Vaccini e Vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale. È da sottolineare che se oggi l'Italia presenta una bassissima incidenza per numerose delle malattie infettive prevenibili, è proprio grazie alle elevate coperture vaccinali raggiunte e al loro perdurare ad alti livelli nel tempo: una sospensione dell'obbligo vaccinale con una riduzione inevitabile delle coperture vaccinali porterebbe ad una ripresa delle infezioni non prevenute, come è accaduto in anni recenti in Paesi come l'ex Unione Sovietica per la difterite o l'Albania per la poliomielite. "Spesso - conclude Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano e componente SIPPS - si dimentica che l'obiettivo della strategia vaccinale è proprio quello di creare le condizioni per cui le stesse vaccinazioni non siano più necessarie. Questo, però, sarà possibile soltanto quando si giungerà all'interruzione della diffusione degli agenti infettivi, come è accaduto per il vaiolo negli anni '70".
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