Parità di genere, Polverini (Fi): “Io vestita di bianco, contro il maschilismo serve una legge. Alla Lombardi dico…”

10 marzo 2014 ore 13:00, Lucia Bigozzi
Parità di genere, Polverini (Fi): “Io vestita di bianco, contro il maschilismo serve una legge. Alla Lombardi dico…”
Una camicetta bianca, simbolo della battaglia bipartisan  per la parità di genere. Renata Polverini, parlamentare di Fi sfoggia il capo di abbigliamento scelto dalle novanta colleghe firmatarie degli emendamenti oggi al voto dell’Aula. A Intelligonews spiega perché serve una legge per garantire la rappresentanza parlamentare alle donne e battibecca con la “woman in black” a 5Stelle Roberta Lombardi…
Onorevole Polverini perché è a favore della parità di genere? «Perché in questo paese dove c’è ancora un retaggio culturale molto forte rispetto al ruolo della donna, è necessaria una spinta normativa. Io non ho mai avuto accesso alle quote rosa rispetto ai ruoli che ho ricoperto, me li sono conquistati da sola e sul campo. Quindi non faccio una battaglia per me ma per chi verrà dopo di me affinchè trovi terreno fertile». Lei e le sue colleghe di Fi che hanno firmato gli emendamenti avete avuto l’ok dal vostro partito all’interno del quale ad esempio, il capogruppo Brunetta non è d’accordo? «Abbiamo ricevuto l’ok dal nostro gruppo parlamentare a sottoscrivere gli emendamenti se fossero stati presentati. Per disciplina di partito abbiamo rispettato l’indicazione di non presentare emendamenti per via dell’accordo tra Renzi e Berlusconi, ma quando abbiamo chiesto di firmarli nel momento in cui fossero stati presentati da altri partiti il gruppo si è espresso favorevolmente. Non si pensava saremmo arrivate a questo punto…». E il punto sono novanta deputate, un bel gruppo bipartisan. «Indubbiamente è un bel numero». Condizionante ai fini del voto? «In questo momento c’è un grande dibattito perché il fatto che non c’è ancora una richiesta di voto segreto la dice lunga; nel senso che i contrari dovranno ragionare sul fatto se è utile o meno per il raggiungimento del loro risultato far scoprire chi intende votare a favore o contro. Se ci sarà voto segreto, novanta donne si portano dietro altre donne ma anche qualche uomo. Del resto, lo avete visto anche la scorsa settimana quando gli emendamenti sono stati votati a scrutinio segreto e ad esempio quello sulle preferenze non è passato per soli 40 voti». Roberta Lombardi a Intelligonews dice che non ha senso creare una riserva indiana per le donne. Cosa risponde? «Se vogliamo fare il riassunto di tutte le cose che servono alle donne e io da sempre mi sono impegnata come sindacalista, va detto che più che una legge servono gli strumenti affinchè le donne possano esercitare ed esprimere le loro potenzialità come mogli, madri e nella professione. Serve un atteggiamento diverso da parte degli uomini quando una donna entra faticosamente nel mondo del lavoro e faticosamente riesce a far carriera e quando fa carriera, a parità di impegno e responsabilità percepisce uno stipendio inferiore a quello di un uomo. Tutto questo lo so e non c’è bisogno che lo ricordi la Lombardi. Tuttavia a fronte di tutto ciò, va ricordato che questo è il parlamento che ha condizionato gli enti locali nelle liste per il governo del territorio; è il parlamento che ha deciso che il 50 per cento nei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa, deve essere donna. E’ lo stesso parlamento che al Senato, in Commissione, ha votato (adesso vedremo l’esito in Aula), la preferenza di genere per le europee. Quindi, non si capisce perché quando legifera per se stesso non debba prevedere gli stessi parametri per la presenza femminile». Ma non è un gap che spetta ai partiti, compreso il suo, superare e risolvere? «È un problema presente nella società italiana e anche nei partiti che ne sono lo specchio corrisponde lo stesso atteggiamento culturale. Dopodichè io voglio togliere il velo che si tende a mettere sul comportamento di Fi e di Berlusconi. Il leader del nostro partito ha portato in parlamento tante donne e tante donne giovani e ha dimostrato la stessa sensibilità di valorizzare le peculiarità femminili portando nei suoi governi donne alle quali ha affidato deleghe importanti. Nessuno può dirsi migliore degli altri, a maggior ragione se da un lato c’è un Pd che ha fatto le primarie e portato in parlamento una percetuale elevata di donne e dall’altro c’è Berlusconi che ha fatto la stessa cosa, perché dirsi ostili oggi rispetto a una norma che va in quella direzione?». Come andrà a finire questa partita alla prova del voto? «In questo momento c’è un dibattito, mi auguro si possa arrivare a un compromesso; ad esempio un rapporto 60 a 40 potrebbe essere un buon compromesso e magari una sorpresa in questo senso ci arriva. Io sono ottimista».
autore / Lucia Bigozzi
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