Chi è e chi non è Paul Richard Gallagher che sostituisce Burke

10 novembre 2014 ore 11:46, Americo Mascarucci
Chi è Paul Richard Gallagher il nuovo ministro degli esteri vaticano? Si può definire a tutti gli effetti un presule di frontiera, dal momento che ha svolto la sua attività diplomatica in tutti i continenti. Dalla Tanzania, all’Uruguay, alle Filippine, passando per il Burundi, il Guatemala ed in ultimo l’Australia. È da lì che Papa Francesco lo ha chiamato per andare a ricoprire l’incarico di responsabile dei rapporti con gli stati esteri della Segreteria di Stato, incarico lasciato libero dal francese Dominique Mamberti promosso prefetto della Segnatura Apostolica, il supremo tribunale ecclesiastico dove fino a pochi giorni fa sedeva Raymond Leo Burke, cardinale ultra conservatore e grande oppositore delle innovazioni targate Bergoglio.
Chi è e chi non è Paul Richard Gallagher che sostituisce Burke
Gallagher è nato a Liverpool nel 1954 e nonostante la sua lunga esperienza diplomatica nelle nunziature di tutti i continenti, non è molto conosciuto. Basti pensare che su Wikipedia non c’è ancora una sua biografia, nonostante come detto abbia alle spalle anni di attività di frontiera anche in zone molto difficili e rischiose per i cristiani. L’amicizia con Bergoglio si è sviluppata negli anni in cui Gallagher è stato nunzio in Guatemala e precisamente dal 2009 al 2012 prima che Benedetto XVI lo spedisse in Australia. Pare che come l’attuale pontefice il presule inglese condivida l’opzione preferenziale per i poveri e abbia fatto della sobrietà il suo stile di vita e di azione pastorale. Inoltre è un uomo di grande esperienza e competenza, conoscitore delle dinamiche interne alla Segreteria di Stato; il suo nome sarebbe stato sponsorizzato in primo luogo dal segretario di stato Pietro Parolin con cui Gallagher ha già collaborato in passato. Teoricamente non è inquadrato in nessuna cordata anche perché non ha mai preso posizioni che possano dare di lui l’immagine di un presule progressista piuttosto che conservatore o viceversa. Quindi la sua scelta sarebbe legata esclusivamente al suo curriculum di ottimo diplomatico che ha operato con successo in contesti difficilissimi, come appunto il Burundi dove per il suo impegno in favore della pace ha subito minacce ed ha rischiato di essere ucciso dopo che la sua abitazione è stata colpita da alcune bombe. Tutti parlano di lui in queste ore anche per un’altra peculiarità, quella cioè di essere nato nello stesso quartiere in cui i Beatles hanno iniziato la loro carriera. La Segreteria di Stato da oggi è dunque più anglofona e c’è anche chi sostiene che la nomina di Gallagher possa essere propedeutica ad un altro obiettivo; incentivare il dialogo e la collaborazione con la Chiesa d’Inghilterra. È comunque evidente come la Curia con Francesco stia diventando sempre meno “romana”, con riferimento alla sempre più manifesta perdita di potere da parte del “partito italiano”. Il Papa guarda sempre di più alle periferie del mondo, ai continenti lontani, circondandosi di persone nuove, sicuramente di grande esperienza, ma il più possibile estranee agli ambienti e soprattutto alle fazioni romane. Una scelta che non mancherà di provocare gli inevitabili mal di pancia soprattutto negli ambienti più conservatori che hanno letto nella defenestrazione di Leo Burke l’inizio delle temutissime “purghe” preannunciate da Antonio Socci.    
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