Sottosegretario Vicari (Pdl): «Fitto? Non esasperare la frattura. No all'azzeramento dei vertici e sul congresso...»

10 ottobre 2013 ore 11:50, Marta Moriconi
Sottosegretario Vicari (Pdl): «Fitto? Non esasperare la frattura. No all'azzeramento dei vertici e sul congresso...»
Per Alfano l’obiettivo è un grande centro-destra. Ma nel Pdl il dibattito è aperto. Ieri è stato il giorno delle dichiarazioni sull’azzeramento delle cariche, chiesto da alcuni big del partito di Berlusconi. Ma non dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Simona Vicari, che intervistata da IntelligoNews, dichiara di «non vederne proprio la necessità. Piuttosto torniamo alle nostre battaglie». In questo senso, la Vicari, è d’accordo con le parole del segretario che ha parlato «di realizzare il programma del Pdl. Bene, questo è per noi il significato di stare al governo». Poi parla dell’ipotesi di un congresso e quanto alla proposta di Fitto parla «di pericoloso meccanismo», ma chi vuole al Presidente Berlusconi… lungo l’intervista chiarisce bene cosa dovrebbe fare. Come commenta l’intervista di Raffaele Fitto, nel passo in cui evidenzia un pericolo, quello che la sinistra possa trarre vantaggio dalla linea centrista di Alfano? «Francamente la proposta di Fitto non mi convince ed anzi, dico di più, mi sembra di intravedere la volontà di accelerare o addirittura di esasperare quella frattura che invece il presidente Berlusconi sta cercando con fatica di ricucire. Non vorrei che si innescasse un pericoloso meccanismo secondo il quale si punta a trasferire divergenze e contrapposizioni nel territorio. L’effetto sarebbe quello di una guerra fratricida con conseguenze che, secondo me, sarebbero devastanti per il partito. Chi vuole davvero veramente bene al presidente Berlusconi e vuole fare gli interessi dei nostri elettori non può prestarsi a queste operazioni». Una linea centrista fa perdere punti al partito, come si è evinto dal sondaggio di Ixé-Trieste per Agorà? «Sono le liti, le divisioni che ci fanno perdere consenso tra la gente non una presunta linea centrista. Il nostro elettorato non vuole che il centrodestra si divida, che sprechi il suo tempo in lotte fratricide, ma piuttosto ci chiede stabilità e governabilità. Piuttosto dobbiamo ritrovare le nostre radici, tornando a sostenere le battaglie ed i valori che fanno parte della nostra storia come la riduzione delle tasse, o le liberalizzazioni. Senza parlare poi della battaglia per la riforma della giustizia e dell’intero sistema Paese verso una forma di governo più moderna ed attuale». Ma in pratica, cosa significa ritrovare le proprie radici? «Ritroviamoci tutti attorno a quei valori di cui si fece interprete e protagonista Silvio Berlusconi nel 1994 e che i cittadini da venti anni dimostrano non solo di condividere ma di sostenere in maniera decisa. Tutti valori che adesso i nostri ministri, con forza, stanno rivendicando e difendendo all’interno del governo. Basti pensare all’abolizione dell’Imu, una nostra battaglia che abbiamo portato avanti e che grazie a noi adesso è realtà. E non a caso oggi nella conferenza stampa Angelino Alfano ha parlato di realizzare il programma del Pdl, bene questo è per noi il significato di stare al governo». Fabrizio Cicchitto ha chiesto a Fitto di evitare di trasformare il partito in un ring. Tra falchi e colombe si rischia di penalizzare il partito? «Senza dubbio, le liti rischiano di sprecare quel patrimonio che in questi venti anni il presidente Berlusconi ha realizzato. Non è un caso che proprio da lui siano giunti gli appelli più pressanti ad abbassare i toni e lavorare per l’unità del Partito. L’impegno ora deve essere, invece, quello di pensare a una transizione morbida e condivisa. Come quella che ha indicato lo stesso Berlusconi, affidando la massima responsabilità della nostra azione politica ad Angelino Alfano». Congresso sì o congresso no? «Ormai mi sembra che l’ipotesi di un congresso da celebrare in tempi rapidi sia stata accantonata. E’ prevalsa la convinzione che non è questo il momento per dividerci. Una posizione che condivido perché le lacerazioni ci fanno soltanto perdere consensi». E sulla questione dell’azzeramento dei vertici? «La questione non è all’ordine del giorno. Abbiamo un segretario politico che è anche viceministro in un governo a cui pochi giorni fa abbiamo confermato la fiducia. Non vedo proprio alcuna necessità di prevedere un azzeramento dei vertici. Come ho detto prima piuttosto torniamo alle nostre battaglie ed ai nostri valori, e mettiamo da parte queste schermaglie che ci fanno solo perdere consensi». A chi dice che si è chiuso un ventennio, cosa risponde? «Che si sbagliano di grosso. Non si è conclusa alcuna era perché Silvio Berlusconi è e resterà il leader del centrodestra. Se lo tolgano dalla testa quelli che pensano che il presidente si farà da parte. Continuerà, forte del consenso dei cittadini, ad essere un protagonista della vita politica italiana». Sottosegretario, quali passi ora occorre che il governo faccia? Per superare la crisi e dare ossigeno al Paese. Lo chiediamo al Sottosegretario... «Prima di tutto dobbiamo ridurre la pressione fiscale che ormai ha sfondato il tetto del 44 per cento. E’ necessario ridurre il peso della tasse per consentire ai cittadini di disporre di risorse da investire poi in consumi. Per questo era inaccettabile l’ipotesi di alcuni esponenti del Pd di reintrodurre l’Imu, così come è incomprensibile che non si faccia nulla per impedire l’aumento dell’Iva. Accantonata la crisi sono dell’idea che dobbiamo riaprire la riflessione sull’aumento dell’Iva. I dati ci dicono infatti che nei primi otto mesi del 2013 il gettito complessivo delle entrate dello Stato si è ridotto di 722 milioni di euro. In particolare l’Iva si è ridotta del 5.2 per cento pari a quasi 70 milioni di euro. Questo dimostra che aumentando le tasse non sono assicurate maggiori entrate, ma piuttosto una contrazione decisa degli incassi. La nostra ricetta anticrisi è quindi una riduzione del peso fiscale, solo così possiamo pensare di spezzare la spirale negativa della recessione e rimettere in modo l’economia del nostro Paese».
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