Soppressione degli animali: quando, come e perché. Parla il veterinario

10 ottobre 2014 ore 12:57, Orietta Giorgio
Soppressione degli animali: quando, come e perché. Parla il veterinario
Praticare l'eutanasia agli animali, quando è eticamente accettabile e quando non lo è?
Effettuarla sembra semplice, nei canili di alcuni Paesi viene praticata anche su animali sani perché in esubero. Excalibur, il cane dell'infermiera contagiata da Ebola a Madrid, è stato soppresso in via precauzionale. Ci sono leggi che regolano questa pratica o è solo una questione etica e morale? IntelligoNews ha chiesto informazioni ad Andrea Maria Avenoso, medico veterinario di Roma. Quando è eticamente accettabile praticare l’eutanasia ad un animale? «Ci sono diversi casi nei quali può essere necessario effettuarla. Quali? Ad esempio quando, dopo aver fatto diverse analisi ad un soggetto in terapia, ci si rende conto che i valori sono talmente alterati da giustificare un collasso d’organo. Nel caso l’animale non possa essere salvato da una situazione altamente compromessa, si può decidere, per evitargli inutili sofferenze, di effettuare la pratica eutanasica. E’ eticamente corretto, secondo me, praticare l’eutanasia quando un animale oncologico è in fase terminale, ovviamente si decide dopo aver appurato che la neoplasia non è asportabile chirurgicamente e l’animale non riesce a gestirsi autonomamente. Qualcuno ha mai richiesto l'eutanasia per un animale sano? Come si deve comportare un medico veterinario in questi casi?   «Ci è capitato diverse volte di avere a che fare con persone pronte a disfarsi dei propri animali, ovviamente un bravo medico deve, assolutamente, prima di fare un qualsiasi tipo di pratica eutanasica, visitare il cane e accertarsi del suo effettivo stato di salute, anche perché il proprietario potrebbe dire cose che non corrispondono alla verità. Seconda cosa, dopo la visita clinica, se il veterinario che sta esercitando non reputa che ci siano le condizioni adeguate ad effettuare la pratica, semplicemente, non la effettua». Ci sono delle leggi che regolano la pratica eutanasica, oltre a quella morale ed etica?     «Non ci sono delle leggi che indicano quando è giusto e quando no praticarla». Lei cosa pensa del caso del cane “presunto malato di Ebola” che è stato soppresso per precauzione? «Il cane andava messo sotto osservazione, in quarantena, per  valutare con coscienza la situazione clinica. Secondo me è stata una scelta affrettata. Quando si parla di epidemie di questo tipo entrano in gioco sentimenti di terrore che portano a prendere delle decisioni errate». In che consiste la pratica eutanasica? «Dopo aver appurato l'assoluta necessità di applicare la pratica, si chiede al proprietario se è d’accordo. L’eutanasia, in pratica, si effettua con l’animale in anestesia generale come se dovesse subire un intervento chirurgico, quindi non sente dolore, si inietta un farmaco che blocca il centro della respirazione, l'animale è incosciente, e così passa dal sonno anestetico alla morte». Quindi è una pratica da farsi solo in casi "estremi"… «Certamente, è una pratica da fare se non si riesce ad “aiutare”l’animale in altri modi perché le sue condizioni fisiche non lo permettono, per non procurargli altra sofferenza. E’un’arma in più per aiutarlo e per liberarlo da un inutile dolore causato da un quadro clinico che non lascia speranze».
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