Biancofiore: «Berlusconi al Quirinale e rinascita di Forza Italia»

11 aprile 2013 ore 11:12, Francesca Siciliano
Biancofiore: «Berlusconi al Quirinale e rinascita di Forza Italia»
L'amazzone del Popolo della libertà, Michaela Biancofiore, dopo aver aperto un sito per l'elezione di Berlusconi al Quirinale ha chiesto il consenso della rete. Con un sondaggio un po' particolare: «Vuoi anche tu Silvio Berlusconi presidente della Repubblica italiana?». Due opzioni per rispondere: «Sì» oppure «Sottoscrivo con firma qui sotto!». Intervistata da IntelligoNews la Biancofiore risponde piccata: «Era una petizione: chi parla di sondaggi?». Poi si scioglie...   Cosa risponde alle accuse che piovono nei suoi confronti per quel sondaggio su Berlusconi al Colle? «Perché lo chiamate sondaggio? È una petizione in tutto e per tutto, messa in atto dai cittadini italiani. Io ho semplicemente chiesto, a chi invoca Berlusconi al Quirinale, di firmare o di sottoscrivere. Nello stesso modus operandi di un banchetto. Da dove provengono tutte queste critiche?». Vox populi.  «Che ci vuol fare, l'intelligenza fa sempre difetto». La polemica sta nascendo per le opzioni: “sì” oppure “sottoscrivo”. Tertium non datur? «Per “sì” si intende dare la fiducia e basta. Con “sottoscrivo” si può anche firmare. Purtroppo il popolo del centrodestra non si vuole esporre. È quello che si evince anche dai sondaggi pre-elettorali: la gente ha paura ad esprimersi». Perché? «Perché gli elettori di centrodestra sono perseguitati da un certo mondo mediatico, giudiziario e politico che guarda al centrosinistra». Berlusconi sapeva di questa petizione? «Assolutamente no. È un'azione nata dal basso, dai ragazzi del '94. Quello che sarà il nucleo del prossimo movimento giovanile della nuova Forza Italia».  Qualora Berlusconi andasse al Colle, chi erediterebbe la leadership del Pdl? «Sicuramente Alfano. È un ragazzo capace, brillante e che ha la nostra fiducia. In realtà lui deve ancora dimostrare di avere la leadership nelle urne. Perché un conto è essere nominati segretario per volere di Berlusconi, un conto è portarsi a casa i 10-15 milioni di voti che ha preso Berlusconi». Per voi non sarebbe un problema? «Infatti parlo contro i miei stessi interessi. Il Pdl orfano politico di Berlusconi... per noi sì: effettivamente sarebbe un problema».  E allora? «Berlusconi sarebbe il miglior presidente della Repubblica della storia. Sarebbe un presidente super partes e istituzionale. Così come lo sono stati Napolitano, Ciampi e tutti coloro che pur avendo una tessera di partito in tasca hanno assunto ruoli istituzionali. Non capisco come mai la la sinistra non colga al volo l'occasione». In che senso? «Vede, nella politica italiana non c'è più coraggio. L'intelligenza vorrebbe che un minuto dopo l'ufficialità dei risultati elettorali Bersani diventasse Premier e Berlusconi andasse al Quirinale. Sarebbe questo l'unico atto politicamente coraggioso che metterebbe fine a inutili diatribe. Ci sarebbe un governo da oltre 40 giorni, non avremmo i richiami di Confindustria e Squinzi, né chiuderebbe un'azienda ogni 40 minuti. Ma l'orientamento del Pd è quello di premiare il partito e non l'interesse dei cittadini. E poi anche Bersani ha le sue problematiche interne...». Allude a Renzi? «Verrà il turno anche di Renzi. Ora si apriranno delle grandi strade per lui. Anche perché questa legislatura non durerà a lungo. Lui ora dovrebbe scaldare i muscoli per la prossima tornata. Anzi: avrebbe il via libera visto che non ci sarebbe più Berlusconi». Perché si ritirerà? «No, perché starà al Quirinale e non potrebbe più scendere nell'agone politico».  Ah, giusto. E il fattore Grillo? «Non mi riguarda. All'interno di un accordo serio e intelligente che guardi al futuro e faccia le cose per il Paese... il fattore Grillo si scioglierà da solo».  Non c'è il rischio che con Berlusconi al Quirinale il prossimo bipolarismo sarà tra Grillo e il Pd di Renzi? «Assolutamente no: con Berlusconi al Quirinale sarebbe ancora più auspicabile la rinascita di Forza Italia. Ci sono tanti giovani del '94 che sarebbero assolutamente in grado di prendere le redini del partito con Alfano. Saremo forti, anzi fortissimi. Anche se avremmo bisogno di un po' di tempo per recuperare la leadership che aveva Berlusconi».  Quindi il rischio c'è... «Sì, ma fino a un certo punto: gli ultimi sondaggi vedono Grillo precipitare vertiginosamente. Ed è giusto che sia così: quando la gente vede che non si fa nulla di concreto ma si dice no a tutto... Il popolo italiano non è sciocco, anzi. E nei suoi confronti io nutro un'immensa fiducia perché non ha mai tradito Berlusconi né il centrodestra». Se per Berlusconi non dovessero esserci chance al Colle su chi vi orientereste? «Non ne ho idea, la scelta del presidente è delicatissima. A noi interessa che sia condiviso. Anche se per me esiste un solo presidente ed è Berlusconi». Cicchitto propone Violante, Rotondi punta su Marini... «Cos'è, giochiamo a tombola? La nostra seconda opzione è Gianni Letta. Tuttavia ho stima per Violante, ma non credo possa essere un uomo sopra le parti». E la Bonino? «Sono stata io a proporla insieme a Mara Carfagna. Una donna al Quirinale sarebbe perfetta ed Emma Bonino è preparata ma...». Ma...? «Ma il mondo cattolico non la apprezzerebbe. Anche Emma Bonino dovrebbe fare un passo verso Papa Francesco e tutti i cattolici. Però, tutto sommato sarebbe la migliore, senza ombra di dubbio».           
caricamento in corso...
caricamento in corso...