Becchi: "Napolitano, eversiva è solo la corruzione. Ma le Coop in Italia sono intoccabili?"

11 dicembre 2014 ore 12:16, Adriano Scianca
Becchi: 'Napolitano, eversiva è solo la corruzione. Ma le Coop in Italia sono intoccabili?'
Le parole di Napolitano che bollano l'antipolitica come eversiva? “Un fatto gravissimo, eversiva è la corruzione, non chi la denuncia”. Renzi e i suoi avvertimenti sul possibile arrivo della troika? “Il premier sta lì per bloccare l'ascesa del M5S, siamo in un colpo di Stato permanente”. Lo scandalo di Mafia Capitale? “Bisogna chiedere a Poletti cosa ci faceva a quella cena, assurdo che in Italia le coop rosse siano intoccabili”. Paolo Becchi, professore ordinario di Filosofia del Diritto presso la facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Genova e considerato spesso dai media “l'ideologo dei grillini”, spara a zero su tutti, dal Quirinale a Palazzo Chigi, passando per il sistema delle cooperative. E parlando con IntelligoNews spiega: “Evidentemente chi contesta l'Euro oggi viene considerato eversivo”. Professor Becchi, ha sentito Napolitano? L'“antipolitica” è una “patologia eversiva”, le inchieste della magistratura, invece, testimoniano tutt'al più un “decadimento” della politica... «Questa cosa mi conferma nell'idea che la proposta del Movimento 5 Stelle di mettere in stato d'accusa Napolitano era giusta. Il Presidente della Repubblica è il custode della Costituzione non il rappresentante di una parte politica. Ma ci rendiamo conto? Il principale partito d'opposizione viene definito “eversivo". Ma me la prendo anche con il giornalismo italiano». In che senso? «Vede, è davvero un peccato (o forse no, forse è normale che sia così) che praticamente tutta la stampa abbia visto nel discorso di Napolitano una grande presa di posizione politica quando invece si tratta di un fatto molto grave. Il Capo dello Stato sostanzialmente dice che la corruzione va certo combattuta, ma sembra che tutto sommato possiamo conviverci. Il M5S invece no, quello è eversivo. La corruzione non è eversiva, è fisiologica. Il M5S è patologico». Insomma, diciamola tutta, Napolitano non le piace proprio... «Guardi, io ho il massimo rispetto sia dell'uomo che della carica che rappresenta. Faccio solo delle critiche politiche, del tutto legittime. Io credo che Napolitano sia stato riconfermato proprio per bloccare un processo di rinnovamento iniziato alle elezioni del 2013 e che ha coinciso con la grande affermazione del M5S. Il suo secondo mandato è partito da lì ed è finito nello stesso modo. Vorrei inoltre far notare che questa scomunica arriva proprio quando Grillo annuncia la raccolta firme per indire un referendum consultivo sull'Euro. Allora diciamolo chiaro e tondo che prendersela con l'Euro è eversivo...». Intanto Renzi avverte: “Se falliamo noi c'è la troika”. Siamo alla solita legittimazione tramite spauracchio? «Allora, Renzi ha mandato via Letta in modo ignobile, umanamente parlando, e si è sostituito a lui per bloccare l'ascesa del M5S. Renzi è una continuazione di Monti con altri mezzi. Il colpo di stato permanente di cui parlo in un mio libro non è finito e non finirà fino a che non andranno in porto le famose “riforme istituzionali”». In questo piano rientra anche una certa minimizzazione delle responsabilità della sinistra nell'inchiesta su Mafia Capitale? «Ma è del tutto evidente che è in corso un tentativo di salvare il Pd. Ma qui ci sono anche delle responsabilità delle opposizioni. Ora, Marino dimostra sicuramente di essere un incapace, ma da qui a dire che sia corresponsabile di questo scandalo ce ne passa. Il dato saliente ruota intorno a Poletti. Ma è possibile che in Italia puoi toccare tutto ma non le coop? Perché, perché sono rosse? Neanche il M5S parla più di Poletti. Non sarebbe necessaria una interrogazione parlamentare per far sapere ai cittadini cosa ci faceva il ministro a quella famosa cena? Possibile che nessuna forza chieda conto del significato dei rapporti di Poletti con le persone sedute attorno a quel tavolo? Perché continuiamo a prendercela con Marino che è politicamente insignificante?».
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