Gasparri (Fi): “Napolitano ha fatto sponda ai demolitori di Berlusconi. Approfondiamo anche il ruolo di Fini"

11 febbraio 2014 ore 15:06, Lucia Bigozzi
Gasparri (Fi): “Napolitano ha fatto sponda ai demolitori di Berlusconi. Approfondiamo anche il ruolo di Fini'
"Ieri sera al Colle il capo dello Stato ha fatto da segretario del Pd".
A Formigoni (Ncd) che accusa Forza Italia di “cecità politica”, consiglia “otto boccette di gocce per gli occhi perché non vede che questo governo fa pena”. Maurizio Gasparri, senatore forzista e vicepresidente del Senato, a Intelligonews replica non solo alle punzecchiature dell’ex collega di partito ma analizza scenari e trame su cui si muove la politica: dal 2011 fino alla cena di ieri tra Napolitano e Renzi… Senatore Gasparri, Formigoni a Intelligonews sostiene che via sia un’operazione politica per preparare la successione di Prodi a Napolitano con l’aiutino degli Usa. Condivide? «Può darsi che si rischi di passare dalla padella nella brace e ogni tanto esca dalla brace del governo Letta che pure lui critica, poi torna a casa Lessie e via di questo passo... Resta il fatto che i comportamenti di Napolitano appaiono meritevoli di approfondimento, contestazione, e vanno verificati indipendentemente dalle conseguenze dirette o indirette». Cosa replica all’accusa di cecità politica rivolta a Forza Italia dal suo ex collega di partito? «Prenderemo le gocce per gli occhi e a Formigoni ne daremo otto boccette perché credo non abbia visto che questo esecutivo fa pena: terremo conto dei suoi consigli a patto che ascolti i nostri e si allontani da un governo sbrindellato e da una maggioranza inconsistente». Al netto delle dietrologie, che idea si è fatto di questa vicenda? «Napolitano ha fatto sponda con quelli che hanno lavorato per smantellare il governo Berlusconi. Nella ricostruzione del giallo che purtroppo non c’è, occorre approfondire anche il ruolo di Gianfranco Fini che ha eroso la forza parlamentare dell’esecutivo Berlusconi ben prima della rottura del 2010. Come presidente della Camera aveva un rapporto fisiologico con il Colle, è stato un interlocutore del presidente della Repubblica… diciamo che entrambi si sono auto-alimentati rispetto al tentativo di progressiva demolizione politica di Berlusconi. Ricordo un particolare…». Quale? «Il 20 settembre 2011 come capogruppo del Pdl al Senato sono stato al Quirinale insieme a Fabrizio Cicchitto allora presidente dei deputati Pdl, chiamati da Napolitano che manifestava preoccupazione sulla tenuta della maggioranza soprattutto alla Camera. Siamo stati ricevuti io e Cicchitto come pure in incontri separati i capigruppo delle altre forze politiche; si trattò quindi di incontri formali. Il punto è che Berlusconi non è mai stato sfiduciato in Parlamento e la circostanza del rendiconto di assestamento del bilancio dello Stato che Napolitano cita nella lettera al Corriere della Sera è errata perché il rendiconto fu approvato comunque. Il 20 settembre 2011 Napolitano ci manifestava una pur legittima preoccupazione e noi lo rassicurammo, ma adesso viene fuori che già da maggio aveva contatti con Passera e Monti per sondare un altro governo. Le due cose non stanno insieme e io stesso mi sento in un certo senso preso in giro». Sì ma voi eravate consapevoli che la maggioranza si reggeva sui voti dei cosiddetti ‘responsabili’ tra i quali Razzi e Scilipoti? «Certo che lo sapevamo e infatti andammo al Quirinale per verificare le cose, ma qui c’è da chiedersi: è nato prima l’uovo o la gallina? C’è stata prima l’erosione del Pdl o qualcuno l’ha favorita? Per questo occorre andare fino in fondo». Con quali strumenti? Proprio stamani la richiesta di impeachment dei grillini è stata respinta al Senato dal Comitato per la messa sotto accusa del capo dello Stato. «Lo valuteremo, intanto è bene parlarne. Così come è bene ribadire che la lettera di Napolitano al Corsera in realtà è un monito a Monti al quale Napolitano in sostanza dice: attenzione, c’è un pronunciamento della Corte sulla tutela della riservatezza del capo dello Stato. E di fronte a tutto ciò Monti, forse preso dalla sindrome del Professore, continua a girare per le televisioni disseminando di prove e testimonianze che mettono in difficoltà Napolitano e lui stesso. Eppoi c’è il particolare dell’incontro di Monti con De Benedetti a Saint Moritz: De Benedetti non è un uomo qualunque; all’epoca stava in causa con Berlusconi per Mondadori. Non solo si è definito ‘la tessera numero 1’ del Pd ma è sempre stato il principale avversario politico di Berlusconi. Mi domando: allora come stanno le cose? Non è un cine-panettone: l’incontro a Saint Moritz ci fa vedere bene quanto è lontana dal popolo questa presunta e consunta classe dirigente». I contatti di Napolitano con Renzi potrebbero accelerare la staffetta a Palazzo Chigi? «Mi pare che in questa fase Napolitano sia costretto a fare il segretario del Pd perché l’Italia continua a pagare le conseguenze dell’eterno congresso del Pd di cui francamente non se ne può più. Diciamo che Napolitano ieri sera ha dovuto fare il segretario del Pd, magari oltre a Renzi (ironizza, ndr) poteva invitare a cena Macaluso secondo lo schema Napolitano leader Pd, Macaluso vicesegretario, con Letta e Renzi che fanno da autisti un giorno a testa ai loro anziani capi…». Come vede Di Pietro di nuovo con la toga nel processo sulla compravendita dei senatori nel quale è imputato Berlusconi? «Giustizia e congiuntivo sono in pericolo per il ritorno di Di Pietro con la toga…». Al Senato stamani il senatore dem Lauricella ha chiesto che l’Italicum sia votato dopo la riforma del Senato. E’ un tentativo per affossare l’accordo Renzi-Berlusconi? «Prima la legge elettorale, poi si parla del resto. Sono favorevole al superamento del Senato ma non allo schema dell’Italia in miniatura con la paletta e il secchiello che vorrebbe Renzi».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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