Grecia, Casarini (Lista Tsipras): “Va abbattuto il muro di Berlino. Merkel e Renzi: stesso metodo"

11 febbraio 2015 ore 16:07, Lucia Bigozzi
Grecia, Casarini (Lista Tsipras): “Va abbattuto il muro di Berlino. Merkel e Renzi: stesso metodo'
“Dobbiamo abbattere il muro di Berlino. Merkel e Renzi? Stesso metodo”. Nel giorno dell’Eurogruppo sul dossier Grecia e del vertice di Minsk sulla crisi ucraina, Luca Casarini (Lista Tsipras) spiega nella conversazione con Intelligonews, scenari e rischi. Poi indica una exit strategy per Tsipras, che non passa da Mosca… Nel giorno dell’Eurogruppo la Merkel dice a Tsipras che la Germania non risarcirà i debiti di guerra ma che per la questione greca è aperta a una soluzione, anche al di là del vertice odierno. Lei che lettura ne dà? «Credo che dobbiamo abbattere il muro di Berlino, il nodo è tutto qua. Noi dobbiamo prendere atto che c’è un’Europa dell’austerity, del rigorismo scaricato su chi lavora, sui cittadini, che ha fallito e ha prodotto un’enorme disparità economica e sociale. La Grecia ce lo rappresenta ma è una questione che riguarda tutta l’Europa. La signora Merkel deve rassegnarsi al fatto che il muro di Berlino va abbattuto e va costruita un’Europa su basi diverse. Quando si dice Europa della crescita, credo di debba intendere un’Europa dove nessuno resta indietro. E’ chiaro che adesso gli speculatori, le oligarchie finanziarie, si metteranno in tutti i modi a dire che non c’è alternativa. In realtà questo discorso è già morto e sta cominciando un sentimento europeo di cittadini per una nuova Europa che parte dalla Grecia ma ha il suo epicentro in Spagna e oggi e sabato anche nelle piazze d’Europa con manifestazioni a fianco dei greci. Siamo molto più europei noi della Merkel e la Merkel deve rassegnarsi a questa realtà». In Italia si parla di ‘metodo’ Renzi e in Germania c’è quello della Cancelliera. Qual è la sua valutazione? «Il 'metodo' Merkel somiglia molto al 'metodo' Renzi, non a caso vanno d’accordo. Mi sembrano due persone legate da una visione autoritaria della democrazia, una visione rapida, veloce e tutta in funzione degli interessi di parti della società e forse, nel caso della Merkel, si tratta di una politica che in un certo senso fa comodo alle oligarchie finanziarie che hanno trovato un’Europa debole, divisa, non compatta politicamente ma stratificata dal punto di vista delle differenze sociali e su questo hanno impiantato le loro fortune in questi anni di crisi. Dall’altra parte c’è Renzi che ha una concezione molto elitaria, che restringe il campo di chi può partecipare al gioco democratico. Da questo punto di vista entrambi si assomigliano perché sono affascinati dal potere, non dal poter fare». Come valuta la mossa di Putin che si dice pronto a sostenere il debito greco e il fatto che Atene potrebbe porre il veto sull’ipotesi di ulteriori sanzioni alla Russia se il vertice sulla crisi Ucraina dovesse fallire? «Penso che vadano lette nel quadro di una partita a scacchi che purtroppo si sta giocando sulla pelle di milioni di persone. Credo che Putin non sia particolarmente amante della politica del governo Tsipras e del suo ragionamento sull’Europa, ma oggi in virtù di una partita a scacchi che si sta giocando in Ucraina, stia facendo la mossa del cavallo. Allo stesso modo, penso che Tsipras quando dice che la Grecia non può morire soffocata dai dickat della Troika, avverte anche molto chiaramente che di fronte ai dinieghi dei centri di potere dell’Europa finanziaria, occorre guardare al mondo. Penso che il fatto che l’economista Galbraith, vicino alla Casa Bianca, sia in questo momento in Grecia non sia un fatto casuale anche per il ruolo che sta giocando Obama in questa negoziazione. La terribile realtà è che da un lato siamo di fronte a una guerra alle porte dell’Europa con la vicenda Ucraina, dall’altro c’è la Grecia che sta subendo gli effetti di una guerra economico-finanziaria. Di fronte a questo scenario, dovremmo avere tutti chiaro il senso di quello che stiamo rischiando in questa Europa. La cosa che mi fa più impressione, è che il vertice di Minsk si gioca a partire dal ruolo della Francia e della Germania, ma l’Europa non c’è, la Mogherini non esiste nel ruolo che ricopre e tutto questo mi fa molta paura». Dunque consiglierebbe a Tsipras di non fidarsi di Putin? «Tsipras non ha bisogno di consigli perché credo che di personaggi di cui è bene non fidarsi ne veda uno al giorno. Penso sia importante la posizione di Tsipras perché è un europeista fino in fondo, mentre Putin gioca anche allo sfascio dell’Europa non dimentichiamolo. Certo è che la questione Ucraina conferma che la linea adottata finora dall’Europa per scongiurare un conflitto non è stata la cosa migliore. Penso anche che vi siano problemi giganteschi nella composizione del governo ucraino, nel ruolo degli Usa rispetto a Kiev: il punto è che un’Europa politica dovrebbe decidere autonomamente come muoversi». Se le richieste di Atene dovessero essere definitivamente respinte da Bruxelles, qual è la exit strategy di Tsiprasi, l’uscita dall’euro? «Credo che questa opzione non sia in discussione anche perché i greci non la vogliono. Vorrei far notare che i colloqui di Tsipras con l’Ocse sono molto importanti perché il nodo è anche sconfiggere gli estremisti di centro in Europa, cioè quelli che hanno istituito la Troika, un meccanismo burocratico-finanziario non eletto da nessuno, a gestire il percorso di crisi del debito. Se si rompe questo meccanismo e se vi sono interlocutori politici diversi, penso che abbiamo iniziato la costruzione di una nuova Europa. La Merkel sta assistendo alla nascita di un sentimento molto forte contro la Troika che finora era stato gestito dalla destra nazionalista e che quindi ci faceva cadere dalla padella alla brace, ma che ora è gestito da europeisti radicali: sta qui la vera novità. Alla fine, sarà la signora Merkel a ritrovarsi isolata. Noi il 18 marzo abbiamo un grande appuntamento in Europa: andremo davanti alla nuova location dell’Eurotower a contestare queste politiche. Andremo noi  a trovare la Merkel e magari le regalerò una cravatta…».
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...