Dis-unioni civili in parlamento

11 gennaio 2014 ore 11:14, Lucia Bigozzi
Dis-unioni civili in parlamento
Dis-unioni e dis-visioni. Fronti opposti, dentro e fuori il governo e le sempre più strette intese. C’è chi va in piazza per difendere la famiglia sancita dalla Costituzione (oggi l’iniziativa della Manif Pour Tous) e chi tra la Camera e il Senato vorrebbe approvare in tutta fretta una legge legittima contro ogni discriminazione, ma definita “liberticida” perché trasforma in reato e in carcere chi non la pensa “come i gay”.
Parola di Alfano e Giovanardi che sul dossier “unioni civili” hanno dato l’aut l’aut a Letta e alla sinistra dell’era Renzi: niente matrimoni gay, men che meno adozioni. Quadro scomposto tra maggioranza e opposizione, posizioni incrociate: è il fatto della settimana, destinato a tenere banco a lungo nel tormentata navigazione di Palazzo Chigi. Intelligonews ha messo a confronto le posizioni in campo. Se il Nuovo Centrodestra minaccia di staccare la spina (Giovanardi: “Il Pd dica cosa vuole ma se la linea è quella del viceministro Guerra noi non ci renderemo complici”), dalle file forziste della neo-opposizione Giancarlo Galan, berlusconiano doc rilancia: “L’estremismo religioso di Alfano e i suoi mi sembra sconcertante nel 2014”. Da sinistra, invece, il dem Sandro Gozi bacchetta il vicepremier Alfano: “Altro che un nostro coetaneo, mi sembra nostro nonno. Non si capisce perché voglia contrapporre famiglie e unioni civili. Riconoscendo uguali diritti alle coppie omosessuali non si toglie nulla alla famiglia tradizionale”. Luxuria non usa giri di parole: “Con Letta sembrava che gay e lesbiche non esistessero più in questo paese, almeno Renzi ha riproposto l’argomento”. La chiosa è un j’accuse al Nuovo Centrodestra: “Non si può trovare un accordo con Alfano o con chi, come Giovanardi, nega l’omofobia perché lui stesso omofobo”. Settimana chiusa, caso apertissimo.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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