Femminicidio: i numeri aumentano, lo Stato arretra?

11 luglio 2013 ore 13:03, intelligo
Femminicidio: i numeri aumentano, lo Stato arretra?
di Orietta Giorgio Sono migliaia le scarpe rosse sparse lungo la strada come simbolo delle donne uccise, violate, ferite. Le zapatos rojos (scarpette rosse), questo il nome dell’installazione dell’artista Elina Chauvet, sono testimoni dell’assenza dei passi delle donne alle quali appartenevano. In Francia c’è da anni un Osservatorio sul femminicidio, in Spagna uno sulle violenze gravi subite dalle donne. In Italia dobbiamo accontentarci dei dati del ministero degli Interni sugli omicidi in generale nel Paese. I numeri sono sconcertanti, da capogiro: secondo i dati di uno studio Eures-Ansa le donne più colpite hanno un’età compresa tra i 34 e i 54 anni, il 44,9% delle vittime di omicidio è stata uccisa da un partner o un ex partner, il 23,7% da un parente. Il 40% delle donne uccise aveva già sporto denuncia contro il suo assassino. Secondo un’indagine dell’Istat sono 2,77 milioni le donne vittime di stalking, 7,13 milioni quelle che hanno subito violenza psicologica. Come vengono protette le donne? A chi il compito di tutelarle? In Italia, oggi, esistono 2 normative: la legge contro lo stupro, diventata solo nel 1996 un reato contro la persona (prima era contro la morale e niente più) e la legge sullo stalking del 2009, che stabilisce il reato di atti persecutori. Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente e legale rappresentante del Telefono rosa, spiega come sia difficile vedere applicata questa legge: “La denuncia contro lo stalker deve essere sporta secondo canoni ben precisi,  ancora più difficile, poi, ottenere un ordine di protezione”. Chi fa concretamente qualcosa sono i pochi e squattrinati sportelli antiviolenza. Quindi? Nel nostro Paese, ogni due giorni e mezzo una donna viene uccisa: quanto tempo dovrà passare prima di avere diritto ad una reale tutela e ad un concreto sostegno? “Il fatto che i femminicidi non diminuiscano dimostra che questo è un fenomeno strutturale del nostro paese”, ha ribadito Laura Linda Sabbadini (direttore del dipartimento delle statistiche sociali) al convegno di Roma sottolineando la necessità di politiche costanti mirate alla sua diminuzione che finora non ha ricevuto sufficiente attenzione. L’ intervento della presidente della Camera Laura Boldrini può essere letto come un segnale incoraggiante, il progetto “Ferite a morte” ha lanciato un appello al governo per la convocazione di “ Stati generali contro la violenza sulle donne”. Sul comunicato leggiamo: “ La lotta contro ogni forma di sopruso, fisico e psicologico, verbale e virtuale deve essere la priorità dell’agenda politica di Governo e Parlamento”.
autore / intelligo
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