Capezzone, paladino del merito, al Bilancio. Per quali meriti?

11 maggio 2013 ore 10:11, Vincenzo Bassi
Capezzone, paladino del merito, al Bilancio. Per quali meriti?
In questi ultimi mesi, siamo stati asfissiati da dibattiti intorno ai candidati, alle elezioni e alle scelte politiche; e, con le nomine dei presidenti delle varie commissioni, questo periodo è, almeno per ora, finito. Non ci sono più nomine, eppure la domanda rimane sempre la stessa: in un’ottica meritocratica quali sono i criteri di scelta anche in politica? La domanda è, al solito, talmente ripetitiva che, ai più, oggi appare addirittura banale.
Eppure, la responsabilità non è mai banale, e, quindi, neppure la scelta della classe dirigente lo è. E allora non è banale chiedersi se è ammissibile e opportuno scegliere presidenti di commissioni dal ruolo strategico, politici senza alcuna esperienza politica e professionale in quel settore? È vero o non è vero che in un periodo di crisi economica, i politici, oltre a essere seri, devono essere incredibilmente capaci di interpretare i numeri, contribuendo a trovare soluzioni economiche e fiscali, caratterizzate da responsabilità nella spesa, senza tuttavia far perdere a una comunità? Ora, se si è d’accordo che queste domande sono solo domande retoriche, qualcuno dovrà spiegare perché l’on. Capezzone è stato nominato presidente della Commissione Finanze della Camera. Sicuramente ci sarà una spiegazione che va oltre il curriculum dell’on. Capezzone, che si è sempre distinto in battaglie sull’amnistia, indulto, diritti civili, snellimento delle pratiche burocratiche, tutte materie importantissime, ma non molto omogenee con le politiche economiche e di bilancio. Sicuramente ci sarà una spiegazione e sarà soddisfacente, se non altro perché l’on. Capezzone da sempre combatte battaglie a favore della modernizzazione del paese, sulla base dei principi del merito e concorrenza. Sicuramente ci sarà una spiegazione e sarà legittimo che qualcuno la pretenda, anche perché le commissioni parlamentari, e quella Finanze in particolare, sono molto importanti per il buon funzionamento del Parlamento. Infatti, grazie alle commissioni, dovrebbe essere assicurata proprio la specializzazione su un ristretto numero di argomenti. Quindi, se la Commissione Finanze deve essere composta da parlamentari, i quali, rispetto agli altri, hanno maggiori competenze in materia di politiche economiche, pare logico che il presidente della Commissione deve poter esprimere questa maggiore competenza. In altri termini, questo non è solo il tempo delle chiacchiere ma anche quello delle idee, convincenti e vincenti; per essere convincente, quindi, potrà bastare un Presidente della Commissione Finanze che è anche un buon politico. Non potrà invece bastare solo un buon politico per tirar fuori idee anche vincenti, dal momento che occorre, in questo caso, saper unire competenza professionale e intelligenza. A questo punto ci si chiede: tutte queste competenze (politiche, professionale e umane), siamo sicure che l’on. Capezzone le abbia? Sicuramente ci sarà una spiegazione; nel frattempo occorre sperare nell’intelligenza, nella pazienza e nell’umiltà di chi, con spirito di servizio, saprà riempire e colmare le lacune di altri, scelti da chi sicuramente ci darà una spiegazione.
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