I Marò restano a casa ma l'India dice: "Inaccettabile"

11 marzo 2013 ore 17:40, Francesca Siciliano
I Marò restano a casa ma l'India dice: 'Inaccettabile'
Resteranno in Italia. Alla scadenza della “libera uscita” ottenuta per votare, i nostri Marò – Massimiliano Latorre e Salvatore Girone – non torneranno in India. A noi lo ha reso noto la Farnesina, a loro (gli indiani) lo ha comunicato l'ambasciatore italiano a Nuova Delhi, Daniele Mancini.
La decisione, si legge nel comunicato ufficiale, è stata assunta d'intesa con i ministeri della Difesa e della Giustizia e in coordinamento con la presidenza del Consiglio dei ministri. Finalmente: era ora che il nostro governo tirasse fuori... la voce. «L'Italia ha sempre ritenuto che la condotta delle autorità indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull'India – si legge nella nota del ministero degli Esteri - in particolare il principio dell'immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero». L'Italia, inoltre, ha ribadito formalmente al governo indiano, con la nota consegnata da Mancini, la propria disponibilità di giungere ad un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria. Ma per il momento non lasceranno l'Italia. Non torneranno laggiù ad aspettare un giudizio  molto probabilmente influenzato da pressioni interne. Come è giusto che sia verranno giudicati da un tribunale italiano. A casa. Il primo ministro indiano però ha detto la sua, secondo quanto si legge sul sito di Times of India, parlando di inaccettabilità della decisione. «È ingiusto, così è stata tradita la fiducia» è invece l'opinione di Abdul Ghani, presidente dell'Unione Nazionale Marittimi in India. E ora l'India avverte: la giustizia farà il suo corso.  
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