Cecconi (M5S): "Quote rosa? Femminismo alla vecchia maniera e ipocrita. Padoan ha già ridimensionato Renzi"

11 marzo 2014 ore 13:59, Marta Moriconi
Cecconi (M5S): 'Quote rosa? Femminismo alla vecchia maniera e ipocrita. Padoan ha già ridimensionato Renzi'
Il pentastellato Andrea Cecconi
a IntelligoNews parla di quote rosa come di una “stupidata da comunista e femminista alla vecchia maniera” e svela le ipocrisie della politica (e del Parlamento) sulle donne. Quanto al Ministro per le riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, ci tiene a sottolineare che “ha parlato all’Aula solo quando è stata obbligata a rispondere sulle interpellanze”. Poi evidenza con dovizia di particolari la spaccatura di ieri tra renziane e non renziane. Cecconi avverte anche che “Renzi non è l’uomo con la bacchetta magica” e che Padoan lo ha già ridimensionato… L’Italicum è in Aula. Renzi ha chiesto di rispettare i patti. Con il ritorno dei franchi tiratori c’è tensione? Cosa sta succedendo? «Non credo facciano in tempo ad approvarlo oggi perché ci sono diversi emendamenti “particolari” che potrebbero sollevare problemi all’interno della maggioranza. Penso all’emendamento Lanzillotta per esempio. Comunque entro domani ci riusciranno con ogni probabilità». Ieri avete dimostrato compattezza, mentre Pd e Forza Italia si sono spaccati. Perché la parità di genere rappresenta sempre un ostacolo? «Per quanto ci riguarda siamo sempre stati contrari alle quote rosa. Non c’è bisogno di questo nel Paese, piuttosto mettiamo i cittadini nelle condizioni di scegliere i propri rappresentanti. Il 44% dei nostri parlamentari è donna. La questione quindi è superata dalla volontà popolare. Poi basta dire che in questo Parlamento la presidente della Camera è donna, anche nel Pd e in Sel ci sono comunque molte donne…». Ma nel Pd, pur essendoci abbastanza donne, la parità di genere ha diviso le parlamentari. La Boschi per esempio non ha aderito all’iniziativa che chiedeva a tutte di vestirsi in bianco. «La Boschi… la Boschi… ministro dei Rapporti con il Parlamento ma ha parlato all’Aula solo quando è stata obbligata a rispondere sulle interpellanze. E questo perché non se ne può sottrarre. Tutte le volte che durante la discussione della legge elettorale è stata interpellata su alcuni quesiti che provenivano dall’opposizione in merito agli emendamenti non ha mai proferito parola. E lo stesso ha fatto nei confronti delle colleghe del Pd che chiedevano spiegazioni. Ieri dopo la bocciatura degli emendamenti sulle quote rosa le donne del Pd sono uscite dall’Aula, quasi tutte tranne quelle in quota Renzi. E’ evidente la spaccatura». Cosa pensa della Boschi che si riserva di querelare Grillo… «Viviamo in un mondo ricco di ipocrisia. A partire dal Presidente della Camera che fa del sessismo e del femminismo una bandiera fin dal primo giorno. Io non ho niente in contrario su queste idee e sappiamo come vengono trattate le donne in questo Paese, è un dramma! Ma quando si metteranno le donne nella condizione di fargli vivere il loro mandato al meglio?». In che senso? Le parlamentari non sono tutelate come donne? «Nella nostra compagine alla Camera abbiamo tre donne che hanno partorito poco prima delle elezioni o durante il mandato. Le nostre colleghe, che allattano, sono costrette a tenere i figli nei propri uffici alla Camera. Questa è una situazione ben meno decorosa di tante discussioni sulle quote rosa. Tante famiglie vivono in queste condizioni, e se neanche il Parlamento è in grado di dare questa tutela alle donne, fa una politica che non porta alcun contributo alla società. Io ho un bambino piccolissimo, se fossi stato una donna sarei stato costretto a chiuderlo negli uffici della Camera dei Deputati. Non è proprio nello spirito della famiglia, del progresso e della tutela della donna. Un discorso come quello delle quote rosa è ipocrita perché non risolve certo il problema delle donne, che vanno tutelate anche nella loro maternità per crescere figli in maniera decorosa. Insomma la parità di genere è una stupidata da comunista e femminista alla vecchia maniera». Sul taglio delle tasse di domani di Renzi cosa pensa? «Lui è un buon venditore di pentole. Fa gli show televisivi, dice di prendere i soldi di qua e di là, poi Padoan è andato in Europa ed è stato molto più mite, perché Renzi non è l’uomo con la bacchetta magica. E non è possibile che prenda i soldi dalla Cassa Depositi e Prestiti». Parliamo in chiusura della metamorfosi leghista di Grillo? Qual è il suo pensiero?  «Non è una metamorfosi leghista. Il Movimento 5 Stelle affida fin dalla prima ora ai cittadini del territorio l’autonomia delle decisioni nei propri Comuni e Regioni. La democrazia diretta è una nostra idea. Il federalismo contabile, diciamo così, è in linea con il nostro pensiero di sempre. Se ci aggiungiamo che la crisi ha aumentato il divario tra Nord e Sud del Paese, è ovvio che rappresenta una soluzione. Dal punto di vista sociale è in atto una disgregazione. Come la risolviamo? Cerchiamo di dare una vera unità al Paese, dando però la possibilità ai cittadini del Friuli fino quelli alla Sicilia di avere una voce in capitolo o perderemo anche questa unità».
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