Comi (Fi): “Quote rosa, meglio la quota merito. Caro Renzi, patto chiaro amicizia lunga altrimenti…”

11 marzo 2014 ore 14:16, Lucia Bigozzi
Comi (Fi): “Quote rosa, meglio la quota merito. Caro Renzi, patto chiaro amicizia lunga altrimenti…”
“Battaglia non corretta sulla parità di genere”. Lara Comi, europarlamentare di Fi, preferisce sostituire alla parola “genere” il termine "merito" che non distingue tra uomini e donne. A Intelligonews dice che il patto Berlusconi-Renzi regge “ma a fatica” e per i dissidi interni al Nazareno. E al premier dice che…
Onorevole Comi, quote rosa “mandate” in bianco, battaglia persa? «Secondo me era una battaglia non corretta. Da giovane e da donne in me ci sono due “quote” che dovrebbero essere tutelate: messa così non la condivido nel senso che essere candidata per il solo fatto di essere donna, non va bene. Occorre inserire la parola “merito” e capire se l’uomo e la donna ce l’hanno rispetto al ruolo che andranno a ricoprire. Condivido invece il fatto che la regola del partito possa prevedere il 50 per cento di uomini e il 50 di donne». Sì, ma non è una regola che finora Fi ha dimostrato di avere nel suo dna. Non trova? «Devo dire che su di me è stata considerata. Aggiungo che la votazione con le preferenze come avviene per le europee indica chiaramente cosa vogliono i cittadini. Abbiamo capito che la gente vuole più donne e più giovani in politica, perché sono i cittadini e gli iscritti al partito che scelgono in questo ambito cosa è meglio e cosa li rappresenta nel modo migliore anche se sono mini-liste bloccate». Dunque lei critica la battaglia delle sue colleghe, forziste e non, condotta anche attraverso la simbologia dell’abito bianco? «Non definisco una battaglia sbagliata perché ci sono persone che credono in determinate idee e le portano avanti con convinzione; quindi nulla è sbagliato. Io avrei preferito che si parlasse anche di giovani. Se si comincia con la strada delle quote, a mio avviso non andiamo da nessuna parte. Anche perché a quel punto bisognerebbe definire le quote non solo in politica ma in tutti gli altri campi e non limitatamente ai Cda come avviene finora e stabilire che in tutti i settori serve il 50 per cento di uomini e il 50 di donne. E’ un problema di mentalità che secondo me sta già cambiando». Nonostante i tentativi di “riscrivere” l’Italicum alla Camera, il patto Renzi e Berlusconi ha retto? «Ha retto ma a fatica. Noi in maniera molto responsabile abbiamo fatto un patto con Renzi ma non era quello che stiamo vedendo alla Camera. Siamo abituati al fatto che Renzi cambi idea con una certa facilità ma con senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e del paese abbiamo deciso che c’era bisogno di una legge elettorale da approvare rapidamente e ci siamo impegnati in modo leale e corretto, non con un’opposizione distruttiva». Oggi alla Camera potrebbe esserci il “trabocchetto” preferenze per la spaccatura evidente dentro al Pd. Se passasse l’emendamento il patto diventerebbe carta straccia? «Vediamo quale sarà il risultato. C’è un accordo di base anche se alcuni aspetti non sono stati rispettati dagli altri. Io sono per il “patti chiari, amicizia lunga”: se Renzi vuole ridurre l’amicizia la strada è questa… E non riguarda solo le preferenze, perché se uno dà la parola quella è. Piuttosto Renzi avrebbe dovuto dire: non garantisco la tenuta del patto perché non riesco a tenere unito il mio partito». In attesa del d-day economico di Renzi, lei nel derby Irpef-Irap per chi tifa? «Girando per il territorio in questi cinque anni dico che non ci si può dividere tra fans dell’Irpef e fans dell’Irap: entrambe vanno tagliate perché in questo modo creiamo un circolo virtuoso. Se l’impresa è sostenuta ad assumere con l’abbassamento dell’Irap, il lavoratore sarà incentivato a consumare dal taglio dell’Irpef e così si rimette in moto sviluppo e crescita. Se le imprese non assumono, i consumi durano poco. Anche perché si sta parlando di ottanta euro netti al mese, ma se poi si aumentano le tasse che deve pagare il cittadino, dove sta il vantaggio? Da studi fatti, si calcola che la Tasi corrisponda quasi a 140 euro di aumento. Attendo il Big Bang di Renzi annunciato per domani, sperando che sia una vera trasformazione perché io faccio il tifo per l’Italia. Se Renzi riuscirà a portare i risultati sarò la prima stringergli la mano, ma finora i primi passi del suo governo sono stati una delusione».
autore / Lucia Bigozzi
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