Contrordine: sì alle sigarette elettroniche. Salute Vs impresa

11 novembre 2013 ore 13:37, intelligo
di Micaela Del Monte.
Contrordine: sì alle sigarette elettroniche. Salute Vs impresa
Stop al divieto contro la sigaretta elettronica: da oggi potrà tornare ad essere fumata nei luoghi pubblici.
"Nessuna svista" sulle sigarette elettroniche nel decreto Istruzione bensì la "correzione di un eccesso di proibizione", in primo luogo per la pubblicità. Così all'Ansa il presidente della commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan, autore dell'emendamento al decreto Istruzione, ora convertito in legge, che ha cancellato il divieto di utilizzo della sigaretta elettronica nei luoghi pubblici. Con l'annullamento dell'ultima parte del comma 10-bis dell'articolo 51 della legge Sirchia che conteneva le norme "in materia di tutela della salute dei non fumatori" previste per i tabacchi, si potrà fumare la sigaretta elettronica in uffici, ristoranti, cinema, mezzi pubblici e bar. Il divieto invece persiste per quanto riguarda le scuole in virtù, sempre, del decreto Istruzione. Proprio secondo Girolamo Sirchia, ex ministro della Sanità e attuale presidente della Consulta nazionale sul Tabagismo e autore della legge del 2003 con la quale è stato introdotto in Italia il divieto di fumo nei luoghi pubblici, la cancellazione del divieto è "una sorta di compensazione, sembra una gara a chi fa peggio". "È un cattivo provvedimento, - continua Sirchia -, non certo mirato alla salute pubblica. Sono favorevole alla sigaretta elettronica quando viene usata come presidio per smettere di fumare. Certo è meno dannosa della nicotina combusta della sigaretta tradizionale. Però non si può costringere chi ti sta accanto a respirare vapori che possono essere anche di nicotina. Speriamo si possa recuperare il vecchio decreto".
Contrordine: sì alle sigarette elettroniche. Salute Vs impresa
"L'emendamento al Decreto Istruzione
- risponde Galan - voleva correggere una situazione venutasi a creare con il decreto di luglio che era eccessivamente restrittivo e per esempio proibiva di fatto la pubblicità persino sulle vetrine dei negozi che vendono le sigarette elettroniche. Le norme erano più restrittive di quelle per il tabacco e il testo, che è stato riformulato tre volte, originariamente chiedeva semplicemente l'equiparazione delle sigarette elettroniche con quelle tradizionali. Ho recepito - ha spiegato il presidente della Commissione Cultura della Camera - l'appello proveniente da una nuova filiera produttiva, per altro in forte espansione, massacrata da tassazione e da pesanti divieti di utilizzo e pubblicità a causa di un intervento normativo improvviso e forse poco approfondito. Non mi permetto di dare alcun giudizio medico scientifico su questo prodotto, sono un ex-fumatore da tempo, anche se gli ultimi studi sembrerebbero confortanti, come testimoniato dal Prof. Veronesi. Da convinto liberale quale sono - conclude Galan -, ho solo ritenuto opportuno non affossare un nuovo modo di fare impresa con una regolamentazione ostruzionistica". È l'eterno scontro tra motivi economici e pubblicitari e motivi sanitari. Per ora la battaglia ha portato alla vittoria del pensiero liberale. Avanti con le sponsorizzazioni!    
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