Fassina (Pd): “Italicum? Correzioni giuste, ma siamo lontani. Ecco cosa serve ancora”

11 novembre 2014 ore 12:12, Andrea Barcariol
Stefano Fassina, deputato del Pd, intervistato da IntelligoNews interviene nel dibattito
Fassina (Pd): “Italicum? Correzioni giuste, ma siamo lontani. Ecco cosa serve ancora”
sulla riforma elettorale auspicando ulteriori correzioni per l’Italicum, soprattutto sulle liste bloccate. Renzi non sta "ammorbidendo" troppo l’Italicum per andare incontro alle richieste di Alfano? «Ammorbidire mi sembra un termine improprio, sono state fatte delle correzioni che vanno nella direzione giusta, ma ancora siamo lontani, in particolare per quanto riguarda le liste bloccate. Va restituita pienamente ai cittadini la scelta di chi li rappresenta alla Camera». Per forzare i tempi e chiudere entro dicembre non si rischia di avere una “finta” riforma? «Il problema fondamentale sono i contenuti, non ci siamo ancora, e non ci siamo per aspetti decisivi come le liste bloccate, il meccanismo dei capilista è un raggiro degli elettori e data la dimensione dei collegi nella stragrande maggioranza dei casi verrebbero eletti i soli nominati. Questa è la priorità, non i tempi. Del resto ieri è stato sottoscritto un documento che indica la fine della legislatura al 2018 quindi non ha senso sacrificare la qualità della riforma per i tempi». Alcuni vedono l’accelerazione di Renzi sulle riforme come un tentativo per allontanare le dimissioni di Napolitano. Anche lei la pensa così? «Io vedo un corto circuito logico, eventualmente sarebbe il contrario. Napolitano, infatti, aveva indicato nell’approvazione di alcune riforme importanti il termine di riferimento per la fine del suo mandato. Quindi mi pare che si voglia trovare un nesso che non c’è. Abbiamo bisogno di una buona legge elettorale e l’Italicum, nonostante le modifiche, non lo è ancora». Non crede che Forza Italia sia legittimata a sentirsi arrabbiata per il cambio delle carte in tavola sull’Italicum? «Non è legittimata perché l’Italicum come uscito dalla Camera era insostenibile sul piano Costituzionale, quindi le modifiche, che anche una parte del Pd chiese, sono fondamentali. Le riforme elettorali devono avere il più ampio consenso possibile, non solo della maggioranza ma anche di altre forze di opposizione, oltre a Fi. Forza Italia non ha nessun diritto di veto e nessuna impuntatura da prendere, l’unico vincolo è la qualità della riforma».
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