Staffetta, Airaudo (Sel): "Renzi compie l’omicidio perfetto del suo premier. Se c’è Alfano noi restiamo all’opposizione”

12 febbraio 2014 ore 14:43, Lucia Bigozzi
Staffetta, Airaudo (Sel): 'Renzi compie l’omicidio perfetto del suo premier. Se c’è Alfano noi restiamo all’opposizione”
“Letta sotto assedio, Renzi al governo è l’omicidio perfetto del suo presidente del Consiglio”. Sel in maggioranza? “Se c’è Alfano no”. Due punti che Giorgio Airaudo, parlamentare di Sel e sindacalista prestato alla politica, mette in chiaro nella giornata più lunga di Letta e di Renzi nella conversazione con Intelligonews. Con un desiderata su un’altra staffetta: Prodi al posto di Napolitano …
Onorevole Airaudo, governo Renzi questione di ore? «Sembra di sì a sentire Renzi. Credo che gli riesca l’omicidio perfetto del suo presidente del Consiglio; poi vedremo se sarà davvero così: spesso il Pd ci ha preparato a sorprese inaspettate, basta vedere Prodi». A proposito di Prodi, ritiene uno scenario verosimile l’ipotesi di una successione al Quirinale? «Non diciamo niente per scaramanzia: io Prodi l’ho votato, sono altri che non lo hanno fatto e abbiamo visto che governo è uscito fuori; un governo non all’altezza dei principali problemi del paese: lavoro ed economia». Cosa si aspetta dal faccia a faccia Letta-Renzi? «Mi sembra sia un corso un assedio e quindi Letta e Renzi staranno parlamentando come capita spesso negli assedi. Vedremo domani». Sel è pronta a sostenere il governo Renzi? «Se Renzi pensa di fare un governo con Alfano assolutamente no. Se Letta e Renzi governano con Alfano sono uguali: noi saremo come sempre un’opposizione che guarda al merito. Se invece Renzi, ma non mi sembra intenzionato, volesse riprendere il cammino interrotto di ‘Italia bene comune’ per il quale gli elettori ci hanno votato, sarebbe certamente una novità. Sel e Ncd sono incompatibili dal punto di vista politico; noi restiamo coerenti con i cittadini che ci hanno votato per governare in alternativa al centrodestra e tutte le geometrie variabili che prevedono un ruolo del centrodestra sono incompatibili con noi per una questione di rispetto verso i nostri elettori». Beh però Sel come gli altri piccoli partiti sconta la penalizzazione dell’Italicum quindi con Renzi e il suo governo dovrete farci i conti o no? «Credo che questo ballon d’essai sia la propaganda che stringe d’assedio Letta. Si fa vedere che Renzi si può gonfiare in parlamento come una rana e che può andare oltre se stesso e il Pd. Per noi è molto semplice: se si riprende la strada di ‘Italia bene comune’ siamo disposti a dialogare se invece si pensa di fare un governo di centrodestra – quella con Alfano è una piccola intesa ma è pur sempre di centrodestra – noi siamo e restiamo alternativi. La legge elettorale è una pessima legge e proveremo a cambiarla in parlamento: il punto non è tanto la soglia per i partiti piccoli in coalizione ma quella esterna dell’8 per cento fissata per accedere alla rappresentanza perché seleziona socialmente, taglia fuori la rappresentanza dei soggetti più deboli – lavoratori, precari, movimenti territoriali – e non ha precedenti in Europa». Lavoro ed economia le priorità di Sel, ma il Jobs Act di Renzi è molto lontano dal vostro piano per l’occupazione. Come conciliare le distanze? «Finora il Jobs Act di Renzi è una scaletta di appunti, va riempita di fatti, propositi. Noi siamo interessati a tutto ciò in grado di affrontare l’emergenza lavoro, attirare investimenti, mantenere le produzioni nel nostro paese nel quale le imprese che chiudono o scappano sono di più di quelle che aprono i battenti. Discuteremo nel merito, finora il Jobs Act è uno slogan; alcuni titoli sono condivisibili…». Faccia un esempio. «Si dice: serve una legge sulla rappresentanza? Certo che sì, ma dipende quale. Serve tassare le rendite finanziarie? Sì, ma bisogna vedere quanto. Ad oggi mancano i numeri…».
autore / Lucia Bigozzi
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